Muscolo Trapezio: Anatomia e biomeccanica

Il muscolo trapezio è una dele trutture più importanti del nostro collo: infatti può agire sia sui movimenti di spalla che del rachide

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Il muscolo trapezio rientra tra quelli definiti multipennati in quanto le sue fibre sono orientate con diverse angolazioni, che più avanti verranno analizzate in modo maggiormente approfondito, rispetto al tendine. 

Le sue principali funzioni riguardano la mobilizzazione di scapola e clavicola, e la stabilizzazione del cingolo scapolare. Ha inoltre importanza primaria a livello posturale. Vediamo di seguito all’interno dell’articolo l’anatomia del trapezio e biomeccanica.

Muscolo trapezio anatomia

muscolo trapezio

Anatomicamente il muscolo trapezio è definito come muscolo largo e superficiale. Caratteristiche principali di questa tipologia di muscolo sono la superficie, estesa, di forma quadrata o triangolare e la presenza di un tendine piatto, anche denominato aponeurosi. 

A livello generale il muscolo trapezio origina dalla spina nucale fino alla 12a vertebra toracica per inserirsi distalmente sia su una porzione della clavicola che sulla scapola. 

Per approfondirne l’anatomia è possibile suddividere il muscolo in 3 parti: 

  • Discendente
  • Trasversa
  • Ascendente

Queste porzioni possono anche essere definite come: superiore, medio e inferiore. 

Un’interessante informazione, puramente nozionistica, riguarda la possibilità che l’inserzione del muscolo trapezio e dello sternocleidomastoideo siano più vicine rispetto all’usuale. Se appunto l’inserzione del trapezio dovesse essere più mediale e quella dello sternocleidomastoideo più distale, allora si avrebbe una riduzione della fossa delimitata appunto da questi due muscoli, denominata fossa sopraclavicolare maggiore.

Sono anche stati riportati casi decisamente interessanti come ad esempio la mancanza del muscolo stesso in un soggetto i cui genitori ne erano a loro volta sprovvisti.

Un’altra possibile anomalia riguarda l’innervazione. L’innervazione sensoriale del muscolo trapezio nasce dalle radici nervose C2, C3 e C4. La primaria innervazione motoria è a carico dell’XI nervo cranico (nervo accessorio spinale). In alcuni soggetti non è stata riscontrata una mancanza del muscolo ma una sua ipoplasia dovuta alla disfunzione o all’assenza vera e propria del nervo accessorio spinale.

Muscolo trapezio biomeccanica

Biomeccanicamente, come già accennato in precedenza, il muscolo trapezio ha prima di tutto una funzione statica di sostegno della scapola e fissaggio del cingolo scapolare. Per ciò che concerne le sue funzioni dinamiche è in grado di tirare la scapola e la clavicola indietro, quindi di retrazione, verso la colonna vertebrale.

I fasci discendente e ascendente hanno il compito di ruotare la scapola, mentre i fasci trasversi promuovono l’adduzione oltre che un leggero innalzamento della scapola.

Per una migliore visualizzazione e dunque una maggiore consapevolezza delle reali funzioni e struttura di questo muscolo è bene analizzare separatamente le 3 parti in cui può essere scomposto.

Prima però risulta di fondamentale importanza prendere in esame il piano scapolare. Quest’ultimo infatti si aggiunge agli altri 3 piani cardinali (sagittale, frontale e orizzontale) universalmente utilizzati nella differenziazione dei vari movimenti nello spazio dei distretti anatomici. 

Il piano scapolare coincide con l’angolo che si forma anteriormente tra il piano frontale e la scapola in posizione di riposo. Esso corrisponde a cica 30-40°.

La necessità di considerare a parte questo piano scaturisce dalla presa di consapevolezza che il solo piano frontale non è in grado di racchiudere e definire al meglio i movimenti del cingolo scapolo-omerale. Infatti vi sono molte evidenze (di cui non si vuole specificatamente trattare in questo articolo) ad esempio per le quali l’abduzione del braccio è più fisiologica nel piano scapolare in quanto non costringe ad una extrarotazione dell’omero e permette un ROM maggiore. 

Trapezio muscolo

Il muscolo trapezio è suddiviso in tre parti: trapezio superiore, trapezio medio, trapezio inferiore. Vediamo di analizzare nel dettaglio queste tre sezioni del trapezio muscolo

Muscolo trapezio superiore

La porzione discendente è quella che spesso si nomina come superiore. Ha origine dalla linea nucale superiore, dalla protuberanza occipitale esterna e dal legamento nucale.

Si inserisce al terzo laterale della clavicola. Questa porzione del trapezio è la principale promotrice del movimento di elevazione della clavicola che, a sua volta, contribuisce per una elevate percentuale all’inclinazione scapolare anteriore mentre per una percentuale decisamente inferiore alla rotazione verso l’alto della scapola.

Per valutare la forza di questa porzione del muscolo è possibile effettuare un semplice test manuale. Partendo da una posizione di leggera flessione laterale del capo dallo stesso lato che si desidera testare, l’operatore applica con una mano una resistenza alla flessione laterale e all’estensione del capo e simultaneamente con l’altra una resistenza alla flessione e all’elevazione della scapola. Si parla di debolezza di questo segmento muscolare nel caso in cui il soggetto non riesca ad avvicinare l’acromion alla testa.

Secondo un recente studio esistono degli esercizi per il trapezio superiore più efficaci di altri relativamente all’attivazione muscolare di questo distretto specifico del muscolo trapezio. Questi esercizi riguardano principalmente movimenti di abduzione eseguiti con una elevazione del baccio sia a 30 che a 60° sul piano frontale e sagittale. Per quanto riguarda una elevazione di 90° invece la maggiore attivazione dei faci superiori del trapezio si è riscontrata sul piano frontale.

Altri studi affermano che gli esercizi migliori sono abduzioni fino a 120°, scrollate e abduzioni sul piano scapolare fino a circa 90° con una extrarotazione del braccio. 

Muscolo trapezio medio

Il trapezio medio ha origine dai processi spinosi e dai legamenti sopraspinosi dalla 7a vertebra cervicale fino alla 3a vertebra toracica. Si inserisce all’estremità acromiale della clavicola, sull’acromion stesso e sulla parte distale della spina scapolare.

L’azione principale di questo segmento del muscolo trapezio è quella, coadiuvata dalla porzione inferiore, di retrazione scapolare. Ovvero l’avvicinamento della scapola al rachide toracico. Data l’inclinazione delle fibre muscolari e il posizionamento dell’origine di tali fibre rispetto all’inserzione, questa porzione è anche responsabile di un leggero innalzamento scapolare. 

Il test per valutare la forza di questi fasci considera il soggetto sdraiato in posizione prona con il braccio teso extraruotato e abdotto a 90°. Viene chiesto al soggetto di eseguire una abduzione orizzontale del braccio applicando resistenza all’altezza del polso. Se il bordo mediale della scapola diventa prominente, si scolla dal torace, significa che il muscolo non è sufficientemente forte. 

A fronte di questa debolezza specifica esistono altrettanto specifici esercizi che enfatizzano il lavoro e l’attivazione di questi fasci. Nello specifico, riferendosi allo studio a cui è stato fatto riferimento anche precedentemente, per una maggiore attivazione sono più efficaci movimenti di abduzione sul piano frontale e sagittale per quanto riguarda elevazioni di 30 e 60°. A 90° di elevazione l’attivazione dei fasci medi risulta paragonabile a quelli superiori.

Altri ricercatori hanno evidenziato come i migliori esercizi per questa porzione siano le alzate sopra la testa da posizione prona, il row unilaterale da prono e le abduzioni sul piano scapolare a 90°.

Muscolo trapezio inferiore

Il trapezio inferiore invece originana dai processi spinosi e dai legamenti sopraspinosi dalla 2a-3a fino alla 12a vertebra toracica. L’inserzione si trova al triangolo della spina e alla parte limitrofa della spina scapolare.

Queste fibre sono deputate sia alla retrazione scapolare (vedi sopra) che alla rotazione verso l’alto della scapola. Quest’ultima funzione può concretizzarsi solo grazie alla contrazione sinergica con il muscolo grande dentato, che rimane comunque il principale agonista di questa stessa funzione. Risulta importante specificare che la rotazione verso l’alto è promossa dai fasci inferiori del trapezio soprattutto durante l’abduzione del braccio piuttosto che durante una sua flessione.

In relazione a questa porzione muscolare il test per valutarne la forza differisce da quello utilizzato per i fasci medi solo nella posizione del braccio del soggetto. Quest’ultimo viene sempre fatto posizionare sdraiato a terra in posizione prona ma, appunto, con il braccio teso extraruotato e abdotto in modo tale da seguire l’angolo di inclinazione dei fasci interessati (ca. 120°). Anche in questo caso viene applicata una forza contraria al movimento di allontanamento del braccio dalla superficie di appoggio. Viene considerata debole questa porzione muscolare se l’angolo inferiore della scapola si allontana dal torace.

Per migliorare la forza di questa parte è utile effettuare alcuni esercizi specifici. Vengono in generale considerati efficaci quelli che, a 30 e 60° di elevazione, vengono effettuati sul piano sagittale. Per ciò che concerne l’levazione relativa ai 90° rimane significativamente maggiore l’attivazione di questi fasci sul piano sagittale.

Gli esercizi ritenuti più efficaci sono le alzate sopra la testa da posizione prona e le rotazioni esterne sempre da posizione prona.

Stretching trapezio

Da tutto quello che è stato preso in esame fino ad ora risulta evidente la complessità delle azioni svolte dal muscolo trapezio. Per questo, affinché siano efficaci, è necessario eseguire esercizi di stretching che vadano ad influenzare tutte e tre le parti di questo muscolo. 

Per quanto riguarda i fasci alti è necessario posizionarsi, relativamente per esempio allo stretching della parte destra, con la testa inclinata a sinistra e la spalla depressa. La mano sinistra può essere appoggiata sulla parte destra del capo così inclinato per aiutare a creare maggiore allungamento. Inoltra, data la citata funzione di rotazione interna della scapola da parte dei fasci discendenti, risulta importante mantenere una rotazione sterna del braccio durante l’esecuzione dell’esercizio. Che sia seduto o in piedi potrebbe essere d’aiuto posizionarsi di fianco ad un muro con il braccio lungo il fianco e il gomito flesso a 90°: la parte interna dell’avambraccio rimane appoggiata al muro per mantenere l’extrarotazione del braccio.

Per effettuare un valido stretching sia dei fasci trasversi che di quelli ascendenti è necessario abdurre il più possibile la scapola mantenendola, anche i questo caso, depressa data la minima ma comunque presente funzione di questi fasci di leggera elevazione scapolare. Solitamente si cinge con il braccio opposto quello teso relativo alla parte che si desidera allungare per facilitare il mantenimento dell’abduzione e della rotazione anteriore scapolare.

Bibliografia

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