Vitamina D: La guida Completa

La vitamina d è una delle più importanti vitamine liposolubili presenti nel nostro corpo. Vediamo in questo articolo la sua funzione e come assumerla.

0
223

Con il termine Vitamina D ci si riferisce sia all’Ergocalciferolo (D2) che al Colecalciferolo (D3). Tali molecole derivano dal ben più noto colesterolo, ma la struttura è leggermente differente (sia dalla molecola “madre” che tra le due). La vitamina D2 si forma all’interno di lieviti e piante, mentre nel corpo umano si forma la struttura corrispondente alla vitamina D3, ma in entrambi i casi il fattore indispensabile è la presenza di luce solare. Da entrambe le forme sintetizzate è possibile ottenere Calcitriolo, il quale rappresenta la forma metabolicamente attiva della Vitamina D.

Vitamina d: cos’è?

vitamina d

La vitamina d ha caratteristiche davvero singolari: infatti, la copertura del suo fabbisogno metabolico può essere indipendente dalla dieta. Di fatto, alle latitudini temperate e per una normale esposizione solare, in media l’80% della vitamina D resa disponibile all’organismo proviene dalla sua sintesi cutanea e solo il 20% dagli alimenti. In aggiunta, poiché il calcitriolo esercita i suoi effetti metabolici attraverso meccanismi sia di tipo endocrino (sostanze rilasciate nel sangue) che paracrino (sostanze che agiscono su cellule limitrofe), il suo complessivo ruolo metabolico è tale da farla considerare, almeno in parte, simile a un ormone.

La funzione endocrina della vitamina d consiste nel mantenere l’equilibrio Ca-P nel sangue e la mineralizzazione dell’osso, mentre come citochina essa è potenzialmente coinvolta nel funzionamento di molti altri tessuti. Gli effetti biologici del Calcitriolo sono mediati dall’interazione della vitamina con uno specifico recettore nucleare ovvero il “Vitamin D Receptor” (VDR): infatti, una volta entrata nel nucleo, dà origine insieme al recettore dell’Acido 9-cis Retinoico (RXR) il complesso Vitamina D-VDR-RXR. Tutto ciò innesca una cascata trascrizionale che modula l’espressione genica e influenzando, secondo alcuni studi, circa il 3% del genoma umano.

Esistono però anche altre funzioni non legate all’espressione genica e la più importante è senz’altro la regolazione del metabolismo di Ca e P, oltre che della loro concentrazione ematica, precedentemente citata. In tal modo sono preservate le condizioni di base necessarie per la mineralizzazione della matrice ossea.

A livello intestinale influenza nettamente in positivo l’assorbimento di Calcio e Fosforo nell’orletto a spazzola, mentre nel tessuto osseo favorisce la differenziazione dei monociti in osteoclasti e incrementa di conseguenza il riassorbimento del minerale osseo e la liberazione di calcio. Non sono ancora sufficienti, al momento, dati che provino l’efficacia della vitamina D sul riassorbimento renale dei minerali di cui abbiamo parlato.

Altro importante compito della Vitamina D la regolazione del trofismo dell’apparato muscolare in quanto, oltre a stimolare la sintesi di proteine muscolari, ha un ruolo nell’attivazione di alcuni meccanismi di trasporto del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico, essenziali per la corretta contrazione muscolare. Consultando la letteratura scientifica si scopre inoltre la presenza di significative relazioni delle concentrazioni sieriche di 25-idrossi-vitamina D (Vitamina D inattiva) con la forza dei muscoli appendicolari e il livello complessivo di efficienza fisica.

Dal punto di vista cardiovascolare da molti studi è emersa la capacità del complesso Vitamina D-VDR di modulare l’attività di alcuni sistemi endocrini, a partire dal sistema Insulina-Glucagone e dal sistema Renina-Angiotensina. In particolare vengono influenzate biosintesi e rilascio di insulina da parte delle cellule insulari pancreatiche, con una significativa influenza sulla sensibilità dei tessuti periferici all’ormone stesso. Esso inoltre regola anche la trascrizione del gene della renina, agendo sul fattore di trascrizione CRB (cAMP Response Element Bindig Protein).

Altro effetto sull’apparato cardiovascolare è la capacità di regolazione diretta della contrattilità arteriosa endotelio-dipendente e di esercitare effetti vaso-protettivi regolando la funzione dell’ossido nitrico sintetasi. Per questo vediamo come la vitamina d viene assunta da molti atleti. Anche le proprietà antinfiammatorie e anti-apoptotiche del Calcitriolo appaiono in grado di svolgere un’efficace azione di protezione della parete vasale. Il sistema Vitamina D-VDR regola infine l’espressione genica dei peptidi natriuretici (controllo del Sodio), che non sono semplicemente dei marcatori d’ipertrofia cardiaca ma anche fattori autocrino-paracrini in grado di regolare lo sviluppo della massa cardiaca in risposta a stimoli fisiologici e patologici.

Infine, come dimostrato in primo luogo in studi su modelli cellulari, alla vitamina D sono riconosciuti anche potenziali effetti anticarcinogenetici da imputare a meccanismi quali:

  • Stimolo della risposta immunitaria
  • Inibizione enzimatica
  • Modulazione dei fattori di crescita
  • Promozione dei meccanismi pro-apoptosi e inibizione geni anti-apoptosi, con aumento dell’espressione dei geni favorenti il primo tipo
  • Inibizione dei meccanismi di carcinogenesi prostaglandino-dipendenti
  • Inibizione dell’angiogenesi
  • Riduzione dell’invasione locale e della metastatizzazione del tumore
  • Induzione dell’autofagia
  • Aumento dell’attività antiossidante e di riparazione del DNA
  • Regolazione della propagazione del segnale indotto da androgeni ed estrogeni

Inoltre la vitamina D è stata associata a un aumento dell’immunità innata nei confronti di differenti infezioni, in particolar modo tubercolosi, influenza e infezioni delle prime vie respiratorie, ma anche come potenziale mezzo preventivo per la protezione contro le malattie autoimmuni.

Vitamina D: dove si trova?

Partendo dal presupposto introdotto in precedenza che il miglior metodo per ottenere buone quantità di Vitamina D attiva è l’esposizione solare, possiamo comunque citare alcune fonti alimentari di riferimento. In alcuni Paesi, per via della scarsa disponibilità ambientale di luce solare durante l’inverno, determinati alimenti (es. latte e margarine) vengono arricchiti di vitamina D. Anche in Italia, da alcuni anni, sono presenti prodotti lattiero-caseari arricchiti, in concentrazione variabili, con vitamina D e Calcio.

ALIMENTOQUANTITÀ/100g PRODOTTOALIMENTOQUANTITÀ/100g PRODOTTO
Olio di fegato di merluzzo210 µgVongole4 µg
Aringa30 µgTonno sott’olio, sgocciolato3,37 µg
Tonno16,30 µgFunghi Porcini3,10 µg
Aringa affumicata16 µgUovo di gallina, intero1,75 µg
Pesce Spada e Acciughe, freschi11 µgFegato di maiale1,7 µg
Acciughe, sott’olio5 µgBacon0,9 µg
Tuorlo d’uovo di gallina4,94 µgBurro0,8 µg

Carenza vitamina d e fabbisogno?

Le indicazioni fornite dai LARN indicano, per i vari gruppi di popolazione considerati, i livelli di:

  • Fabbisogno Medio (AR) 
  • Assunzione Raccomandata per la Popolazione Italiana (PRI)
  • Assunzione Adeguata (AI)
  • Livello Massimo Tollerabile di Assunzione (UL)
Gruppo ed EtàAR (µg)PRI (µg)AI (µg)UL (µg)
Lattanti (6-12 mesi)//1040
Bambini e Adolescenti
1-3 anni4-6 anni7-10 anni11-14 anni15-17 anni1015/65
1015/75
1015/75
1015/100
1015/100
Adulti
18-29 anni30-59 anni60-74 anni≥75 anni1015/100
1015/100
1015/100
1020/100
Gravidanza e Allattamento1015/100

Integrazione vitamina d: serve?

Come già detto, la capacità dell’organismo di sintetizzare la vitamina D grazie all’esposizione della cute alla luce solare rende spesso non necessario l’impiego di integratori di vitamina d, dato che anche alcuni alimenti contengono tale micronutriente. È però vero che, in alcuni casi, può rendersi necessario per via, sostanzialmente, di due motivazioni principali: scarso intake o esposizione oppure disfunzioni metaboliche specifiche.

I lattanti tra 6-12 mesi di vita presentano un fabbisogno di 10 µg/die, il quale è soddisfatto nel primo semestre dalle quote accumulate durante la gestazione; la grande velocità di accrescimento dei mesi successivi, la scarsa quantità di Vit. D nel latte materno e la scarsa esposizione solare però non possono essere compensati tramite queste scorte, rendendo necessaria l’integrazione per limitare il rischio di patologie ossee come il Rachitismo. Per bambini nati in Paesi del Nord, in cui le ore di luce e l’inclinazione dei raggi è minore, tale rischio è ulteriormente accentuato.

In alcuni casi di pazienti ospedalizzati o con problemi legati all’apparato gastrointestinale (es. PEG), intake, assorbimento ed esposizione alla luce solare sono largamente deficitari e un’integrazione di Vitamina D si è dimostrata efficacie nel mantenimento di adeguati livelli sierici non solo di tale micronutriente, ma anche di albumina serica, importante proteina presente nel torrente circolatorio. 

Infine, è consigliata l’integrazione per coloro con fattori di rischio per osteoporosi e con livelli circolanti inferiori a quelli di sicurezza (20 ng/ml), soprattutto nel caso non sia possibile una sufficiente esposizione solare (15’ 3 vv/settimana di braccia, viso e/o collo) o un adeguato intake tramite l’alimentazione.

Bibliografia

5 1 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments