Valutazione Core Stability

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Negli ultimi anni il concetto di stabilità del tronco ha cambiato il modo di allenare e riabilitare gli atleti ed i nostri pazienti.  Ultimamente si tende ad usare il termine “core stability“, ma ci sono molti altri termini intercambiabili. Tutti questi termini rappresentano il controllo muscolare intorno alla regione lombopelvica per mantenere la stabilità nelle attività funzionali. Particolare attenzione è stata posta al core, visto come un corsetto muscolare che funziona come unità per stabilizzare il corpo e la colonna vertebrale sia in assenza che in presenza di movimenti degli arti. In breve, il core funge da centro della catena cinetica funzionale dove tutti i movimenti sono generati dal nucleo e trasferiti alle estremità. E’ però importante la valutazione del core stability prima di impostare qualsiasi programma di allenamento.

Usiamo il termine “stabilità” (in inglese stability), piuttosto che forza perché la forza è solo una componente necessaria in un movimento. La stabilizzazione dinamica si riferisce invece alla capacità di utilizzare la forza e la resistenza in maniera funzionale in tutti i piani di movimento e di azione, nonostante i cambiamenti del centro di gravita. Un rafforzamento completo di questi muscoli è fondamentale in un programma di allenamento preventivo, riabilitativo e per migliorare le prestazioni del gesto atletico.

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Anatomia del core

Il core è stato descritto come una scatola (o lattina) con gli addominali che formano la parete anteriore, i paraspinali e glutei nella parete posteriore, il diaframma come il tetto mentre il pavimento pelvico come base. Tutto questi muscoli hanno collegamenti diretti o indiretti alla vasta fascia toraco-lombare e la colonna vertebrale, che collegano gli arti superiori e inferiori. La stabilità della colonna lombare coinvolge sia meccanismi passivi, attraverso le strutture ossee e legamentose, sia meccanismi attivi, attraverso i muscoli. Una spina dorsale nuda, senza muscoli, non è in grado di sopportare molto carico in compressione.

Un importante passo avanti nella nostra comprensione di come i muscoli contribuiscono alla stabilizzazione lombare è derivato dal differenziare i muscoli tonici e fasici.

I muscoli fasici (dinamici e globali) sono muscoli grandi come il retto, gli obliqui esterni e la parte toracica del muscolo ileocostale lombare, che collega il bacino alla gabbia toracica e fornisce stabilizzazione generale al tronco.

I muscoli tonici (di tipo posturali e locali) si inseriscono invece direttamente sulle vertebre lombari e sono responsabili nel mantenere la stabilità segmentale ed il controllo diretto dei segmenti lombari durante il movimento. I muscoli tonici, chiamati più diffusamente posturali, includono i Multifidi, lo psoas, il Quadrato dei lombi, le parti lombari del muscolo ileocostale e lunghissimo, il Trasverso dell’addome, il diaframma e le fibre posteriori dell’obliquo interno. Mentre in precedenza la maggiore enfasi nella riabilitazione era posta nel rafforzamento dei muscoli fasici (ad esempio attraverso l’uso di sit-up come trattamento per la lombalgia) ora si è capito che entrambi i gruppi di muscoli devono lavorare efficientemente. Ci si è finalmente resi conto che la forza non è l’unico e neppure il più importante fattore. La qualità del movimento, i timing di attivazione muscolare e la resistenza sono probabilmente più importanti della forza e qualsiasi programma di riabilitazione dovrebbe riflettere questo.

muscoli-addome


Valutazione Core Stability

Non vi è alcuna singola misura o scala di valutazione della stabilità del tronco, ma alcuni semplici test ci forniranno un’indicazione della resistenza di alcuni gruppi muscolari chiave. I quattro test rappresentano il ponte prono (plank), plank laterale e le prove di resistenza dei muscoli flessori ed estensori. Le prove sono funzionali nel valutare la forza, la resistenza muscolare e quanto bene l’atleta sia in grado di controllare il tronco con l’attivazione sincrona dei muscoli coinvolti.

Il ponte prono viene eseguita a pancia in giù in modo tale da sostenere il peso del corpo fra gli avambracci ed i piedi. Valuta soprattutto la parete anteriore e posteriore dei muscoli del core. E’ importante che l’atleta controlli il mantenimento del bacino in posizione neutra, evitando di aumentare la lordosi lombare.

plank
Il paziente si sostiene sugli avambracci, con il bacino in posizione neutra ed il corpo dritto

Il ponte laterale (plank laterale) valuta i muscoli laterali del core. Il paziente deve mantenere paralleli fianchi e margini laterali delle cosce ed evitare che l’anca cada verso il lettino.

plank-laterale
Le gambe sono estese. Il paziente si sostiene su un gomito e sui propri piedi mentre solleva i fianchi dal pavimento fino a creare una linea retta tra fianchi e cosce. Il braccio non coinvolto è tenuto sul petto con la mano posta sulla spalla opposta

Il Test di resistenza dei flessori del tronco può essere fatto contando il tempo per cui il paziente può mantenere una posizione con il tronco flesso a 60°. La prova è negativa quando il busto dell’atleta scende al di sotto dei 60°.

test-flessione-tronco
L’atleta si trova a 60 ° di flessione d’anca e e 90° di flessione di ginocchia. Le braccia sono incrociate sul petto con le mani poggiate sulla spalla opposta, ed ai piedi è consigliato indossare delle cavigliere o essere tenuti dall’esaminatore.

 

La resistenza degli estensori del tronco può essere testata con l’atleta prona, come mostrato nella figura successiva. La prova è negativa quando la parte superiore del corpo non è più sostenuta e non è garantita l’orizzontalità del tronco.

prova di resistenza estensore. L'atleta è incline oltre il bordo del divano con il bacino, fianchi e ginocchia protetti. Gli arti superiori sono tenute in tutto il petto con le mani appoggiate sulle spalle opposte
L’atleta è sporto oltre il bordo del lettino con il bacino, fianchi e ginocchia appoggiati. Gli arti superiori sono tenuti sul petto con le mani appoggiate sulle spalle opposte.

 

tabellaMcGill ha pubblicato i dati medi di questi test per giovani individui sani, nella tabella a lato. McGill ha inoltre dimostrato che se il rapporto di resistenza fra la muscolatura anteriore e posteriore cambia (Flexion/extension ratio), una volta che i problemi alla schiena cominciano possono persistere molto a lungo. In genere diminuisce soprattutto la resistenza all’estensione ed aumenta quindi il rapporto tra flessione ed estensione che può superare l’1.00.

Può essere usato anche Single Leg Squat Test come indicatore di stabilità lombo-pelvica nella valutazione del core stability. Lo squat a una gamba richiede infatti un ottimo controllo nel gestire il carico su un arto inferiore ed è spesso usato in clinica per valutare la stabilità dell’anca e del bacino ed il controllo muscolare.