Riflessioni sulla postura

Quello della postura è sicuramente uno degli argomenti più discussi e trattati nella vita quotidiana, ma spesso in maniera inappropriata.

Prima di capire se possiamo davvero modificare la nostra postura, dobbiamo prima capire di cosa stiamo parlando. Molte volte, infatti, si confonde la postura con la posizione. Infatti una delle più precise definizioni dice che la postura è l’atteggiamento che il nostro corpo ha in rapporto allo spazio circostante in opposizione alla forza di gravità. Cosa fondamentale da aggiungere è che la postura non è qualcosa di temporaneo, ma permanente. Ciò significa che se abbiamo le spalle chiuse in avanti e le riportiamo consapevolmente indietro, non abbiamo cambiato la nostra postura ma solo la posizione di una parte del nostro corpo. Se abbiamo un piede ruotato all’esterno, possiamo anche spostarlo perché sia parallelo all’altro, ma il tutto durerà una manciata di secondi prima di tornare esattamente a prima. La postura non è qualcosa che possiamo modificare volontariamente. Pensiamoci sempre prima di consigliare a una persona cifotica di camminare con  il petto in fuori, o di raddrizzare i piedi a qualcuno che li ha extraruotati.

La postura è il risultato in uscita dal nostro sistema interno, un software speciale che si chiama Sistema Nervoso Centrale (SNC): esso controlla tutto quello che succede nel nostro corpo e vuole costantemente ricevere informazioni sulla posizione dei segmenti corporei, informazioni sull’ambiente che ci circonda come la superficie su cui camminiamo e le condizioni di equilibrio in cui ci troviamo. Queste informazioni sono principalmente di tipo propriocettivo, vestibolare e visivo.

Se provate a stare fermi in piedi e con gli occhi aperti, noterete che riuscite a stare quasi completamente fermi (anche se in realtà il vostro corpo tenderà ad oscillare un po’ ma non ci farete caso). Se chiudete gli occhi, noterete come queste oscillazioni aumentino considerevolmente e vi sembrerà di perdere l’equilibrio.

Cosa è successo? Avete tolto la via della visione come informazione sensoriale che arriva al SNC; rimangono la via vestibolare e quella propriocettiva come predominanti. L’occhio perfeziona l’informazione dall’ambiente esterno al SNC. In un certo senso il vostro equilibrio ora è leggermente meno sicuro. Il cervello riceve le informazioni sensoriali dai recettori dislocati in tutto il corpo, ma queste informazioni riguardano prettamente forza e lunghezza, non la posizione. Per far si che il cervello conosca la posizione di un segmento corporeo o di tutto il corpo deve combinare tutte le informazioni sensoriali che riceve. Al mancare di una sola di queste informazioni il risultato potrà essere compromesso.

Ma perché il corpo oscilla? Le oscillazioni sono legate al tema della postura: il nostro cervello ha escogitato questo per ricevere costantemente informazioni afferenti e mettere in atto tutti gli aggiustamenti utili attraverso il Sistema Tonico-Posturale. In condizioni di normalità e con occhi aperti queste oscillazioni si racchiudono in una superficie di circa 1 cm², per questo scarsamente percepibili.

Volendo essere ancora più precisi, la postura è il prodotto finale di tutti gli aggiustamenti tonico-posturali atti a contrastare la forza di gravità in ogni singolo istante.


Perché non è corretto affermare di essere storti?

Nessuno di noi è realmente “storto” fino a quando non si guarda allo specchio o comincia a confrontare la sua postura con quella che si definirebbe postura ideale. A quel punto le spalle chiuse o la testa leggermente inclinata o il piede extraruotato diventano motivo per sentirsi in qualche modo meno dritti. Se prendiamo però un bambino, il quale conosce poco e niente il suo corpo, e gli chiediamo di mettersi fermo e dritto, potremmo notare delle evidenti alterazioni posturali senza che lui si senta davvero storto. La propria posizione percepita può essere differente da quella che gli altri vedono da fuori. Ecco un’altra definizione molto utile della postura: è la posizione percepita del proprio corpo.


La postura in palestra

Tante persone mentre si allenano in palestra pensano di poter contrastare una tendenza posturale non corretta. Un esempio lampante è ancora quello delle spalle chiuse. Chi lavora in ufficio o è comunque costretto a mantenere una posizione seduta per diverse ore con scarsa possibilità di movimento, lamenta di percepire e vedere le proprie spalle in un atteggiamento di chiusura. L’arma vincente si pensa possa essere quella di allenare i muscoli della schiena, eseguendo scrollate orizzontali o rematore. Ma questo è un aspetto prettamente meccanico: ripetere tutto questo in maniera costante potrebbe anche portare a qualche miglioramento evidente, ma se la chiusura delle spalle è associata a iper-cifosi, dovremmo indagare sulla causa. Le curve della schiena si modificano sempre per un motivo particolare. Per esempio si pensa che la posizione dei denti (spesso quella indotta da trattamenti ortodontici molto prolungati) possa influenzare col tempo le curve della spina dorsale e che anche la posizione della mandibola (retrusa o protrusa) possa fare la stessa cosa. Nei futuri articoli parleremo più nel dettaglio di questi aspetti, ma è importante tenere sempre in mente che il nostro corpo cambia in base agli input che riceve, alle abitudini, ai trattamenti a cui è sottoposto. Una curva che si modifica innesca un cambiamento di tipo compensatorio nelle altre. Una cervicale rettilineizzata con testa spostata avanti determina un peso eccessivo anteriormente a cui il corpo risponde con una iperlordosi lombare e magari con un ginocchio recurvatum (in iper-estensione) per permetterci comunque di rimanere in stazione eretta.

Se siamo fortunatissimi possiamo anche migliorare un caso di iper-lordosi, di iper-cifosi e quant’altro. Dobbiamo valutare però le progressioni e avere dei parametri di riferimento per verificare come il soggetto risponde agli stimoli allenanti e controllare l’eventuale comparsa di sintomi in un altro distretto corporeo.

In linea di massima, si sconsiglia a un soggetto che presenta iper-lordosi lombare di eseguire squat o stacco, preferendo leg press o affondi, almeno inizialmente. Si sconsiglia a un iper-cifotico di allenare tre volte a settimana i pettorali e solo una volta i muscoli dorsali. Si sconsiglia a un soggetto con i piedi eccessivamente divergenti o convergenti (extraruotati o intraruotati) di eseguire squat o affondi, almeno fino a quando verrà curata la causa che ha portato a quell’appoggio non fisiologico. Soprattutto dobbiamo tenere a mente che il miglioramento deve tenere conto della performance se stiamo trattando un atleta: non dobbiamo migliorare la postura a scapito delle prestazioni sportive. Esistono una miriade di casi in cui atleti professionisti sono altamente performanti pur avendo quelli che tutti identificheremmo come problemi posturali.


PER APPROFONDIRE: Iperlordosi lordosi, la guida completa.


Il legame tra postura e propriocezione

Nessuno di noi è davvero storto; semplicemente ognuno trova il suo fisiologico assetto posturale. Ma cosa significa “fisiologico”? Significa che è adatto a quella persona, è la migliore risposta del SNC, dei muscoli e dei segmenti corporei per resistere alla gravità.

Charles Bell si chiedeva giustamente: come fa un uomo a mantenere una postura diritta o inclinata contro il vento che soffia contro?

E riuscì a dare una risposta rivoluzionaria: è evidente che possiede un senso attraverso il quale conosce l’inclinazione del suo corpo e che possiede la capacità di riaggiustare e correggere tutti gli scarti in rapporto alla verticale.

Siamo infatti costantemente sollecitati dall’esterno e in ogni istante il nostro cervello deve sapere come sono posizionati i segmenti corporei, e per fare questo usa quello che è stato definito come il sesto senso: la propriocezione.


Valutazione della postura e intervento multidisciplinare

Esistono tanti test e valutazioni posturali per evidenziare anomalie, asimmetrie muscolari e tutto quello che non rispetta la fisiologica postura che viene descritta nei più accreditati testi del settore.

Qui entra in gioco una cosa meravigliosa di cui spesso ci si dimentica: la collaborazione con altri professionisti. La postura è una diretta conseguenza della propriocezione e se a qualsiasi livello esiste un problema, uno specialista potrebbe essere più indicato di un altro. Dato che per la postura mescola elementi che provengono da diversi sistemi sensoriali (oculare, vestibolare, muscolare, propriocettivo, etc.) necessita di un approccio multidisciplinare per meglio garantire il risultato finale. Tra gli specialisti che possono cooperare abbiamo: oftalmologo, strabologo, ortottista, dentista, fisioterapista, osteopata, chinesiologo.


Postura e movimento funzionale

In palestra si parla spesso di postura legata alla corretta posizione del proprio corpo durante l’esecuzione di un dato movimento. Questo è ancora più importante quando eseguiamo movimenti multiarticolari, che prevedono l’armonia di più segmenti corporei durante l’esecuzione. Ma in sala pesi siamo sempre molto pieni di impostazioni molto rigide e che lasciano qualche perplessità. Prendiamo lo squat per approfondire.

Dove si mettono i piedi? Sotto le anche?

Extraruotati di quanto?

Si parte da qui quando si insegna uno squat, dando delle indicazioni che però spesso sono generiche. Semplificare è un bene, ma semplificare troppo può essere dannoso. Per esempio, se ci troviamo davanti una persona che ha il piede sinistro ruotato all’esterno di 5° e il destro di 15°, come ci comportiamo? Tutti e due a 5°, a 15° o una via di mezzo? Sembra stupido ma non lo è e tra qualche riga vediamo come qualche grado possa essere enormemente influente.

Riallacciandoci a quanto detto poco fa, ci troviamo di fronte ad una persona con un’evidente asimmetria di tono che mostra una diversa rotazione esterna dei piedi. Quando questa persona è chiamata a svolgere attività semplici come camminare o salire le scale, manterrà questa differente extrarotazione dei piedi (noi non conosciamo la causa, ma solo un sintomo). Ora però che si trova a sollevare  un carico durante lo squat riceve l’indicazione di ruotare entrambi i piedi allo stesso modo. Finisce le sue serie e subito avverte un fastidio alle ginocchia, magari maggiore in quello destro. Cos’è successo? Ha forzato il piede e quindi anche il ginocchio e l’anca in una posizione non sua, non naturale per la sua situazione attuale, per l’appunto non fisiologica. Questo è quello che molte volte succede a chi pensa di utilizzare una impostazione posturale stereotipata allontanandosi dalla propria anatomia, biomeccanica e postura reale. Per questa stessa persona sarebbe più indicato un trattamento multidisciplinare per trattare la causa della sua asimmetria, prima di eseguire lo squat, che in questo caso sarebbe più dannoso che utile.


Conclusioni

L’approccio per migliorare la postura deve abbracciare diversi campi: un solo professionista da solo non può risolvere problemi di asimmetria muscolare, perché le cause sono dislocate in qualsiasi parte del corpo e possono toccare qualsiasi sfera sensoriale.

La multidisciplinarietà rende anche la persona trattata più consapevole di tutti gli aspetti che intervengono nei cambiamenti posturali.

Prima di agire in maniera meccanica, lavorando semplicemente sui muscoli, è bene ricordarsi dei sistemi sensoriali (propriocettivo, vestibolare, visivo) che interessano il nostro corpo.

Per ultimo concludo con un simpatico test eseguito dal medico strabologo o oftalmologo portoghese Da Silva e fa riflettere su alcuni aspetti della postura umana ancora poco chiari per la scienza.

Mettetevi in piedi e provate a muovere il piede destro davanti a voi (come per cominciare a camminare) e provate, restando in questa posizione, a sentire dove il vostro corpo tende ad andare. Avanti o indietro? Memorizzate il risultato e provate a muovere sempre la gamba destra, ma questa volta indietro, come se voleste arretrare. Dove va il vostro corpo, avanti o indietro? Memorizzate ancora.

Ora fin qui sembrerà ovvio e banale, ma rifate il tutto muovendo la gamba sinistra, prima avanti e poi indietro.

Bene, non esiste ancora in letteratura uno studio scientifico che spieghi il motivo per cui muovendo la gamba destra in avanti il nostro corpo si sbilancia in avanti, mentre quando ad andare avanti è la sinistra si sbilancia indietro (anche nei soggetti mancini), eppure quello che succede sembra essere proprio questo.

Lasciamoci con il beneficio del dubbio, con il fatto che forse qualcuno avrà l’effetto contrario, ma fidatevi che se eseguite questo giochino, la maggior parte di voi avrà lo stesso risultato che ho avuto anche io e tantissime altre persone (si ringrazia il dott. Da Silva per questo).

La postura di una persona è quello che i nostri occhi vedono, ma i fattori che influiscono sono molteplici e non sempre visibil, se non attraverso accurati test di valutazione.

 

 

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Daniele Monaco

Daniele Monaco, laureato in Scienze Motorie.*Specialista in Esercizio Correttivo® *Istruttore sala pesi, personal trainer e istruttore corsi di gruppo come posturale e funzionale.* *Istruttore mini-basket e preparatore fisico settore giovanile basket.* *In continuo aggiornamento nel campo della preparazione atletica, del recupero funzionale e di tutto quello che ruota intorno al benessere del corpo umano

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