Prevenzione degli infortuni: il ruolo della forza!

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Negli ultimi tempi l’utilizzo degli esercizi controresistenza sta assumendo una rilevanza particolare nel campo della prevenzione, soprattutto nella prevenzione degli infortuni per la significativa attenzione che si sta rivolgendo ai tempi e ai ritmi che gli sport d’élite impongono.

In ambito traumatologico i fattori scatenanti un infortunio possono essere divisi in:

  • FATTORI INTRINSECI: età, stato di allenamento, caratteristiche biologiche e fisiche dell’individuo, squilibri a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, ed altri.
  • FATTORI ESTRINSECI: terreno di gioco, stato delle attrezzature, tipo di competizione, ed altri.

È sui fattori intrinseci che l’attenzione ricade dato che il monitoraggio dei fattori estrinseci è molto più semplice. Inoltre possiamo dividere gli infortuni in base al tipo di trauma in ACUTO, riconducibile a un determinato evento, o da SOVRACCARICO, che deriva dalla sovrapposizione di microtraumi che hanno determinato l’insorgenza della lesione [1].

Negli sport di squadra la prevenzione passa, prima di tutto, attraverso il monitoraggio delle variabili situazionali, a differenza degli sport individuali dove l’attenzione si volge al miglioramento della tecnica per rendere il gesto atletico durante la competizione più economico ed efficace.

Infortunio nel calcio

Il ruolo della forza

In generale l’allenamento della forza permette di influenzare positivamente lo stato di benessere psico-fisico di un individuo con una significativa diminuzione dello stress e del malumore, un incremento dell’autostima e della coscienza e della fiducia in sé stessi. In termini preventivi è consigliato l’utilizzo di esercizi contro-resistenza per evitare il mal di schiena, educando il paziente a sollevare pesi quotidianamente. Inoltre si limitano le forze interne che agiscono a livello delle articolazioni e si riduce il rischio che insorgano patologie degenerative della colonna vertebrale.

In particolare, in età adulta e anziana, si migliorano le attività legate alla vita quotidiana, la deambulazione e si riducono le probabilità di incorrere in cadute e incidenti domestici. [2]

In uno studio condotto dalla UEFA, nel gioco del calcio durante una stagione una squadra professionistica di 25 giocatori va incontro, mediamente, a 50 infortuni, di cui 8-9 gravi che causano l’assenza dell’atleta per almeno più di 4 settimane [3]. Una buona percentuale degli infortuni ritenuti gravi in base al periodo di assenza dai campi di gioco interessa i muscoli ischiocrurali, detti anche Hamstring.

Ecco quindi che una conoscenza adeguata delle cause e delle misure di prevenzione permette di ridurre l’incidenza che tali lesioni si possano verificare. Pur conoscendo i benefici che la mobilità articolare o esercitazioni propriocettive possiedono nei confronti della prevenzione degli infortuni, un protocollo di allenamento contro-resistenza ha registrato i risultati più incoraggianti [4]. L’allenamento della forza, infatti, permette di ridurre la probabilità che si verifichi un infortunio del 66%, un dato che non si riferisce esclusivamente alla popolazione adulta ma anche e soprattutto a bambini e adolescenti [4]. In questi ultimi riveste un ulteriore importanza l’utilizzo di carichi appropriati e dell’attrezzatura adeguata, di una particolare supervisione e attenzione da parte di istruttori qualificati che si preoccuperanno di impostare la corretta tecnica di esecuzione degli esercizi [5]. Per aumentare le probabilità di non incorrere in un infortunio, nel rispetto dei principi delle continuità e della progressività del carico, si dovrebbero aumentare volume e intensità in modo graduale, somministrare i corretti tempi di recupero tra le serie e le sessioni di allenamento.

Si possono quindi evitare, ad esempio, traumi legati ad uso eccessivo della spalla negli sport aerei attraverso esercizi preventivi di stabilizzazione della cuffia dei rotatori o lesioni del legamento crociato anteriore quando l’allenamento della forza è combinato con specifici esercizi pliometrici [6]


Conclusione

In conclusione, la corretta somministrazione dei carichi di lavoro, nel rispetto dei principi dell’allenamento sportivo, permetterà di creare le basi sulle quali si modulerà la programmazione in vista del raggiungimento di particolari obiettivi, ad esempio in ambito preventivo. La qualità della performance e dei risultati dipenderanno dalla varietà degli stimoli proposti e dall’applicazione corretta degli esercizi contro-resistenza. Obiettivo di tale articolo è semplicemente quello di offrire uno spunto all’interno di un tema che, oggi, ricopre uno spazio considerevole trattando di Competizione Sportiva.


Bibliografia

1 J. Yang, A. S. Tibbetts, T. Covassin, G. Cheng, S. Nayar e E. Heiden, «Epidemiology of Overuse and Acute Injuries Among Competitive Collegiate Athletes,» Journal of Athletic Training, vol. 47, n. 2, pp. 198-204, 2012.
2 P. Vitulli, A. Femminella, F. R. Ciccarelli, A. Lombardi, M. Cellurale, S. Aruta, K. Kamici, A. E. e C. De Lucia, «Attività fisica e invecchiamento,» G Gerontol, vol. 60, pp. 172-181, 2012.
3 J. Ekstrand, M. Hägglund e M. Waldén, «Injury incidence and injury patterns in professional football: the UEFA injury study,» British Journal of Sports Medicine , vol. 45, pp. 553-558, 2011.
4 J. Lauersen, T. Andersen e L. Andersen, «Strength training as superior, dose-dependent and safe prevention of acute and overuse sports injuries: a systematic review, qualitative analysis and meta-analysis.,» Br J Sports Med., vol. 52, n. 24, pp. 1557-1563, 2018.
5 A. Faigenbaum e G. Myer, «Resistance training among young athletes: safety, efficacy and injury prevention effects,» Br J Sports Med, vol. 44, n. 1, pp. 56-63, 2010.
6 T. Hewett, G. Meyer e K. Ford, «Anterior cruciate ligament injuries in female athletes: part 2—a meta-analysis of neuromuscular interventions aimed at injury prevention,» Am J Sports Med, vol. 34, n. 3, pp. 490-498, 2006.

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