Perché è difficile dimagrire?

Una delle cose più stressanti e difficili da fare è mettersi a dieta per buttare giù i chili di troppo. E di solito questa necessità vien fuori a settembre, per i sensi di colpa del regime alimentare tenuto durate la stagione estiva, o verso aprile/maggio in vista dell’approssimarsi della prova costume, e ci ricorda quanto sia difficile dimagrire. Si inizia con diete misere basate su pollo e verdure, togliamo i carboidrati perché si sa “i carboidrati fanno ingrassare”, ci iscriviamo in palestra e passiamo due ore sul tapis roulant.

Ci abbiamo provato tanto, in tanti modi diversi, abbiamo sperimentato tutte le diete possibili ed immaginabili ma niente, dopo qualche iniziale miglioramento poi si finisce per accantonare la dieta e riprendere il peso che si era perso, con un fastidiosissimo effetto yo-yo.


Perché è difficile dimagrire?

Il nostro corpo reagisce al fattore “dieta” mettendo in atto una serie di meccanismi volti a preservare il più possibile le riserve energetiche. Il corpo fa di tutto per limitare al massimo il dimagrimento! Ciò è dovuto al fatto che la realtà che conosciamo ora è molto diversa da quella in cui ci siamo evoluti.

La specie umana ha dovuto affrontare carestie, guerre, epidemie, raccolti rovinati… e nel corso del tempo avere la capacità di immagazzinare, a parità di introito di alimenti, quante più riserve energetiche possibili ha permesso di superare questi periodi di magra. Evolutivamente erano favoriti quelli che ingrassavano più velocemente, in termini di sopravvivenza. Anche perché essere obesi nelle epoche passate era molto difficile.

Recentemente le cose sono cambiate, diciamo dal dopo guerra, adesso viviamo nell’era dell’abbondanza. Adesso chiunque può avere facilmente accesso ad alimenti ad alta densità calorica, gran parte della nostra alimentazione si basa sempre più su prodotti industriali e sempre meno su prodotti naturali. Oggi quella caratteristica evolutiva che in centinaia di migliaia di anni ci ha permesso di sopravvivere ci si è ritorta contro. Oggi purtroppo stiamo vedendo esattamente problemi diametralmente opposti: le percentuali di soggetti sovrappeso o obesi sono altissime nei paesi occidentali, così come quelle dei soggetti che soffrono di diabete, steatosi epatica e tante altre patologie correlati ad uno stato di sovrappeso.

L’evoluzione favoriva chi ingrassava più velocemente

L’efficienza metabolica

Il nostro corpo si oppone in tutti i modi alla perdita di peso rendendo difficile dimagrire e migliora l’efficienza metabolica. Che significa?

Normalmente quando il nostro introito di alimenti è abbondante rispetto alle necessità del nostro organismo, possiamo permetterci di essere “spreconi”, tanta dell’energia introdotta verrà dissipata sotto forma di calore attraverso i processi di ossidazione. Quando seguiamo una dieta ipocalorica la disponibilità di nutrienti è inferiore quindi c’è la necessità di limitare ogni spreco ed utilizzare al meglio ciò di cui disponiamo, questo significa che il nostro organismo sta diventando più efficiente! Sta migliorando l’efficienza metabolica. Esattamente come quando vi aumentano la busta paga, potete permettervi di comprare cose “non necessarie” che invece saranno le prime ad essere sacrificate quando siamo al verde. Se prima il vostro “corpo” per funzionare necessitava di 1800 kcal adesso il metabolismo basale si sarà settato a valori più bassi, come 1500.

Quindi il nostro corpo diventa bravissimo a sfruttare tutta l’energia che può ricavare dagli alimenti al fine di limitare la perdita di grasso (cosa vista come un segnale di allarme perché potrebbe esporci a numerosi rischi per la salute). Il nostro corpo si abitua al quantitativo di calorie che introduciamo, ed ecco che se le prime settimane i sacrifici venivano ben ricompensati dai risultati, con diversi chili che scendevano abbastanza velocemente, poi questo non succede più ed il peso stalla. Il che mette a dura prova la determinazione del soggetto che a quel punto sarà sempre più tentato di lasciar perdere la dieta.


Le risposte ormonali

Altri cambiamenti che avvengono in chi segue diete ipocaloriche, sono le modifiche ormonali.

Gli ormoni tiroidei calano, per non parlare dei vari ormoni anabolici come il testosterone, mentre quelli catabolici come il cortisolo aumentano con il rischio di intaccare la massa magra, l’unico tessuto in grado di competere con quello adiposo per accaparrarsi le risorse energetiche.

Aumentano i livelli di grelina, ormone responsabile della sensazione di fame, e si riducono invece quelli della leptina, che al contrario è l’ormone responsabile del senso di sazietà.

Ecco che avvertiamo particolarmente fame, soprattutto in caso di diete molto restrittive portate avanti per lunghi periodi. Iniziamo a pensare al cibo in maniera sempre più ossessiva…e alla fine sgarriamo rendendo molto più difficile dimagrire e riprendere la dieta, è solo questione di tempo, quasi fosse un istinto di conservazione.

 

Complessivamente il soggetto si sente stanco, fa fatica a concentrarsi, se pratica uno sport farà fatica ad eseguire gli allenamenti che prima eseguiva senza problemi…

leptina
Le influenze dell’ormone leptina

Conclusione

L’unico modo per evitare tutto ciò è seguire una dieta ragionata, impostata bene, con un taglio calorico che non sia troppo drastico, impostare in maniera intelligente i cosiddetti “refeed” ovvero giorni o settimane in cui l’alimentazione tornerà ad essere normocalorica per evitare tutti quegli effetti negativi sul metabolismo e gli ormoni di cui abbiamo parlato. E soprattutto occorre abbinare la dieta ad un buon piano di allenamento, con i circuiti HIIT e l’uso di pesi al fine di preservare la massa magra il più possibile ed al tempo stesso aumentare le richieste metaboliche in modo da poter tenere più alte le calorie e soffrire meno la fame.

 

Un ultimo consiglio, diffidate da chi vi promette risultati strepitosi in tempi brevi. Magari assumendo qualche integratore dai poteri “speciali”. Se fossero davvero funzionali in giro ci sarebbero solo persone con l’addominale scolpito, e l’ultima volta che sono andata a mare, qualche giorno fa, non mi è sembrato fosse esattamente così. Per ottenere risultati serve pazienza e costanza. “Rome wasn’t built in a day but they worked on it everyday”.

Martina Accardi

24 anni, laureanda in Medicina e Chirurgia presso l'”Università La sapienza” di Roma

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