Sostituti del pasto: utili per dimagrire?

I sostituti del pasto, o pasti sostitutivi, sono forme alimentari, solitamente ipocaloriche, formulate e basate sulla comodità e velocità di utilizzo e con un presunto apporto nutrizionale bilanciato. Vediamo se possono essere utili per dimagrire.

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I sostituti del pasto, o pasti sostitutivi (talvolta indicati come MRP, Meal Replacement), sono forme alimentari, solitamente ipocaloriche, formulate e basate sulla comodità e velocità di utilizzo e con un presunto apporto nutrizionale bilanciato. Si pongono come alternativa ipocalorica ad un pasto normale per perdere peso. Sono reperibili in commercio soprattutto i pasti sostitutivi in polvere (shake), barrette e snack.

Possono sostituire completamente la dieta per la riduzione del peso corporeo (sostituti totali) o parzialmente (sostituti del pasto). Secondo la normativa vigente devono fornire un apporto energetico totale giornaliero compreso tra le 800 e le 1200 kcal, le cosiddette Low Calorie Diet (LCD) e sono disciplinati dalla direttiva 96/8/CE, attuata con DM 1 giugno 1998, n. 519. Tale normativa disciplina anche i sostituti di un pasto, il cui apporto calorico deve essere compreso tra le 200 e le 400 kcal.

Per ovvie ragioni un sostituto del pasto non può essere specifico in termini di apporto energetico e nutrizionale e non può garantire la copertura dei fabbisogni individuali. Esso, infatti, fornisce un apporto calorico e una distribuzione di nutrienti standard, che può essere adeguata per un soggetto ma non per un altro.

pasti sostitutivi in polvere
Un esempio di pasto sostitutivo sottoforma di barrette

I pasti sostitutivi aiutano il processo di dimagrimento?

Sì, per il semplice fatto che sono ipocalorici. E in questo si equivalgono a qualsiasi altro regime alimentare che preveda un apporto calorico ridotto. Il dimagrimento sarebbe comunque garantito dal fatto che si assumono poche calorie, non dall’uso dei sostituti del pasto.

Uno studio condotto negli USA, presso il The Children’s Hospital of Philadelphia, ha voluto verificare l’efficacia dei pasti sostitutivi nel controllo dell’obesità adolescenziale. Lo studio, pubblicato su Obesity, condotto su 113 adolescenti obesi suddivisi in tre  gruppi, prevedeva un apporto calorico di 1.300-1.500 kcal giornaliere per un anno. Nel primo gruppo le calorie venivano fornite esclusivamente dalla dieta attraverso gli alimenti, nel secondo gruppo inizialmente (primi 4 mesi) da sostituti di pasti e in seguito (8 mesi) da alimenti, nel terzo gruppo soltanto da sostituti dei pasti per l’intero anno.

I risultati dimostrarono che non vi era alcuna differenza significativa nella perdita di peso tra tutti e tre i gruppi valutati e che l’utilizzo dei sostituti dei pasti poteva essere utile nel breve termine ma non nel medio-lungo termine, quando i ragazzi avevano cominciato a manifestare dei problemi nella gestione delle porzioni dei pasti sostitutivi. Infatti la sensazione di sazietà dipende anche dalla gratificazione sensoriale: con cibi poco saporiti, o che non danno la sensazione di aver davvero fatto un vero pasto, il pericolo di eccedere nel consumo diventa più concreto.

Un altro studio, condotto da James Anderson dell’università del Kentucky e pubblicato sul JADA (Journal of the American Dietetic Association), ha evidenziato come regimi alimentari basati esclusivamente sui sostituti dei pasti ad apporto calorico molto ristretto, abbiano determinato perdite di peso eccessive in grado di influire negativamente sullo stato di salute generale.

Credere che un problema di sovrappeso possa essere risolto soltanto riducendo drasticamente le calorie è un errore. Qualsiasi dieta, con o senza sostituti dei pasti, che sia abbastanza ipocalorica farà dimagrire nel breve tempo. Ma se l’alimentazione non è bilanciata, in termini di nutrienti, e se non si svolge attività fisica adeguata non appena si sospendono shakes ipocalorici e barrette i chili vengono riacquistati.

Ma c’è anche un altro aspetto. Pensare che un (vero) pasto possa risolversi con uno shake in bustina o un paio di barrette, mina pericolosamente il concetto di Educazione Alimentare che ogni persona dovrebbe, invece, acquisire.

I sostituti dei pasti, una volta individuati quelli adatti ai propri fabbisogni, potrebbero essere una scelta idonea soltanto nel caso in cui si manifesti la necessità di avere un pasto rapido e veloce.

È da tenere anche presente che una mela media (circa 200 g) apporta circa 100 kcal. Tutto sommato anche questa sarebbe una soluzione rapida e veloce per uno spuntino.

Nessuno shake, nessuna barretta o bevanda, può sostituire la complessità nutrizionale di un pasto in termini di nutrienti. Da tempo la comunità scientifica è concorde nel consigliare di variare il più possibile gli alimenti all’interno della propria dieta, motivo per cui risulta difficile, forse anche ridicolo, pensare ad un modello di pasto preconfezionato e uguale per tutti.


Sostituti del pasto ed attività sportiva

Le cose cambiano in presenza di attività sportiva. La possibilità di avere nutrienti pronti e facilmente assimilabili prima, durante o dopo un’attività sportiva può tornare utile nel sostenere l’attività in questione e nel recupero. In questo caso la scelta diventa sostenibile in quanto si tratta di prodotti che, nell’ottica di una opportuna copertura dei fabbisogni, andrebbero ad integrare i pasti “normali” e non si sostituirebbero ad essi.

Barrette, shake o soluzioni di carboidrati, ad esempio, possono aiutare a gestire meglio il calo glicemico durante un allenamento attraverso l’utilizzo di aminoacidi o carboidrati a rilascio lento o sequenziale e, quindi, migliorare la performance. Miscele di fonti proteiche facilmente digeribili a rapido rilascio di aminoacidi e carboidrati, solitamente formulate in polveri da miscelare con acqua, possono favorire un pronto recupero da un’attività fisica intensa.