Parliamo del destrosio: cos’è? Fa male?

Il destrosio (o glucosio) è un monosaccaride (zucchero semplice) a sei atomi di carbonio (è un aldoesoso perché presenta una funzionalità aldeidica).  E’  destrorotatorio (ruota verso destra il piano della luce polarizzata) da qui il nome destrosio. Caratteristica  contraria al fruttosio, che ruota verso sinistra la luce polarizzata ed è definito dunque levulosio. Quando si lega ad altri monosaccaridi rientra nella composizione dei disaccaridi (es. glucosio + fruttosio formano il saccarosio) ed è il componente dei polisaccaridi (amido, cellulosa e glicogeno). Quando il numero delle molecole legate fra loro è inferiore a 10 lo denominiamo oligosaccaride, se superiore a 10 polisaccaride, se vi sono 50 molecole di destrosio parliamo di amido.


A cosa ci serve il destrosio?

E’ la principale fonte energetica di cellule, globuli rossi e cervello (gli ultimi due utilizzano il glucosio come unica fonte energetica, per tale motivo è essenziale che il suo tasso nel sangue (glicemia) si mantenga intorno alle 5 mmol/L e ciò avviene grazie ad una serie di ormoni, in particolare insulina e glucagone (prodotti dalle isole di Langerhans del pancreas) e al ruolo metabolico del fegato.

La letteratura scientifica propone differenti studi nei quali si è testata l’attività del destrosio in ambito sportivo.

Possiamo utilizzare il destrosio (ottenuto dall’idrolisi totale dell’amido) come fonte energetica nel nostro allenamento sotto forma di integratore. In questi casi viene estratto a partire dall’amido di mais o dalla fecola di patate. Viene utilizzato soprattutto nel post-allenamento per favorire il ripristino delle scorte energetiche muscolari e facilitare l’ingresso di amminoacidi nelle fibre. Si trova spesso associato ad  altri ingredienti  come arginina, creatina e maltodestrine.

Il destrosio che non viene impiegato per la produzione di energia viene accumulato sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato come potenziale forma di riserva energetica così da essere utilizzato in situazioni di aumentata richiesta di glucosio dall’organismo per la produzione di ATP.

Essenzialmente possiamo riassumere le funzioni del destrosio in allenamento in:

energetiche: il destrosio infatti (soprattutto assunto in forma liquida) può rappresentare una sorgente di pronta energia in corso di una prestazione esplosiva e nella fase finale di una competizione (l’indice glicemico del destrosio è in grado di originare un picco glicemico e quindi insulinemico utile nell’immediato ma deleterio per prestazioni di endurance, data l’insorgenza di un ipoglicemia reattiva);

Strutturali: perchè costituente dei polimeri utilizzati come riserva di glicogeno;

Regolatore degli ormoni pancreatici.

destrosio fa male
Il destrosio forma anche il saccarosio, ossia lo zucchero da tavola.

Meglio le maltodestrine o il destrosio?

Le differenze sono tra maltodestrine e destrosio sono minime, puoi approfondire le prime nell’articolo linkato. Entrambi reintegrano il glicogeno consumato durante l’allenamento.

Una pratica molto diffusa è assumere destrosio e maltodestrina in proporzione 50/50 poichè il destrosio genera qualche problema a livello di svuotamento gastrico.

Gli studi mostrano che il ritmo di svuotamento gastrico è ridotto quando l’osmolarità aumenta, ossia, quando aumenta la concentrazione di particelle dissolte in una soluzione. Essendo costituito da un’unica molecola di zucchero, il destrosio tenderá a far aumentare l’osmolarità e di conseguenza porterà ad un rallentamento del ritmo di svuotamento gastrico (digestione più lenta). L’abbinamento 50/50 destrosio-maltodestrina (polimero del glucosio) eviterà questo problema.L’associazione tra i due carboidrati nel post-allenamento, porta a una migliore reintegrazione del glicogeno e dell’idratazione.


Destrosio Equivalenza (DE)

Nella nutrizione clinica e sportiva, la destrosio equivalenza viene utilizzata come parametro generale per valutare l’indice glicemico di prodotti a base di carboidrati. Tale  parametro  esprime il grado di idrolisi degli amidi e dei carboidrati da essi derivati.

La DE viene espressa con un valore numerico che va da 0 (amido complesso) a 100 (glucosio); tale numero dipende dalla lunghezza dei monomeri presenti nell’amido e nei suoi prodotti di idrolisi.Maggiore sarà la destrosio equivalenza (DE vicina a 100), minore sarà la lunghezza della catena glucidica (maggior grado di idrolisi)Tanto minore è la destrosio equivalenza (DE vicina a 0), tanto maggiore è la lunghezza della catena glucidica (minor grado di idrolisi).Il glucosio si caratterizza per la massima destrosio equivalenza (DE=100) l’amido per la più bassa  (DE tendente a 0). La DE aumenta mano a mano che l’amido viene  idrolizzato in catene più piccole; sarà quindi maggiore nelle maltodestrine e quindi ancor maggiore nelle destrine, nel maltotriosio, nel maltosio e nel glucosio.

In conclusione,  la destrosio equivalenza è una misura della quantità di zuccheri riducenti presenti in un carboidrato, espressa come glucosio (o destrosio) per 100 grammi di sostanza secca del prodotto. Per esempio, una maltodestrina con DE pari a 10 possiede una capacità riducente pari al 10% di quella del destrosio. Prodotti ad alta DE avranno un indice glicemico superiore rispetto a quelli a bassa DE, poiché minori saranno gli impegni digestivi per trasformarli in monosaccaridi più facilmente assorbibili.

Va ricordato però, che l’indice glicemico delle maltodestrine e dei derivati raffinati dell’amido è sempre elevato, simile a quello del glucosio anche in caso di bassa destrosio equivalenza. Stiamo infatti parlando di carboidrati raffinati, privi di fibre, di grassi, di proteine e di fattori antinutrizionali in grado di abbassare l’indice glicemico. Inoltre, si è notato come soluzioni ricche di destrosio, per via dell’osmolarità,  vengano assorbite più lentamente rispetto a soluzioni isocaloriche di idrolizzati dell’amido, anche molto complessi come il Vitargo.

Il destrosio è uno dei substrati principali del metabolismo energetico cellulare. Infatti l’ossidazione completa di una mole di destrosio nei cicli metabolici della glicolisi, del ciclo di Krebs e della fosforilazione ossidativa, genera ben 36 moli di ATP!


Bibliografia

Duchman, S. et. al., Upper limit for intestinal absorption of a dilute glucose solution in men at rest, Medicine & Science in Sports & Exercise 29(4):482-8, abril 1997

Seiple, R. et. al., Gastric-emptying characteristics of two glucose polymer-electrolyte solutions, Medicine & Science in Sports & Exercise 15(5):366-9, 1983

Maughan RJ, Leiper JB. Limitations to fluid replacement during exercise. Can J Appl Physiol. 1999;24(2):173-87.

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Sandra Greco

Laurea con 110/110 e abilitazione In dietologia e dietetica applicata presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania. Attualmente consulente alimentare di atleti professionisti. Per info: NutriLab; TrainingLab.

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