La palestra blocca la crescita nei ragazzi?

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L’adolescenza è il momento della vita in cui ogni persona comincia a prendere consapevolezza del proprio corpo e cerca di migliorarsi per apparire meglio nei confronti dei propri coetanei. Ecco quindi che il ragazzo cerca di migliorarsi esteticamente, cercando di aumentare la massa muscolare riferendosi ai modelli maschili proposti, spesso iscrivendosi in palestra. Da qui cominciano i dubbi dei genitori sull’allenamento nei ragazzi con i pesi, “la palestra blocca la crescita”, ” i pesi fanno male alle articolazioni ” sono tra le affermazioni più citate.

palestra blocca la crescita


La palestra blocca la crescita?

Facendo un semplice ragionamento emerge come l’allenamento con i pesi non sia in realtà più pesante rispetto a quello a corpo libero, spesso consigliato in età di sviluppo. Anzi, l’allenamento a carico naturale sottopone il fisico ad uno sforzo molto intenso che consiste nel sollevare il proprio peso e se il bambino, come oggi succede in percentuale troppo elevata, si trova in una condizione di sovrappeso, ancor di più lo sforzo sarà elevato.
Al contrario, un allenamento con i pesi è molto più modulabile nel carico e nell’intensità, ed è possibile cominciare semplicemente a far imparare i movimenti degli esercizi fondamentali con il solo peso del bilanciere, quindi senza il rischio di traumi o infortuni.

In realtà i ragazzi, già nella loro vita ludica, stressano il loro sistema muscolo-scheletrico in maniera molto intensa. Salti e balzi corrispondono ad esercizi pliometrici molto pesanti per i muscoli; piegamenti sulle braccia o l’arrampicarsi corrispondono ad esercizi quasi massimali per il gran pettorale e gran dorsale ed il gioco del calcio è uno degli sport più traumatici per le articolazioni. Ma questo è un bene poiché portano ad un miglioramento del fisico, rafforzano il sistema muscolare, aumentano la densità ossea e sviluppano il ragazzo con una struttura sana, senza gli atteggiamenti posturali o i paramorfismi tipici dei ragazzi di oggi, come l’ipercifosi dorsale, troppo spesso chiusi in casa tra videogame e TV, in cui l’unica attività fisica praticata è relegata alle 2 ore di educazione fisica a scuola.

Proprio i microtraumi alle ossa da impatto stimolano una ricostruzione ossea più forte, quindi un aumento della densità ossea, come d’altronde succede nella supercompensazione dopo un intenso sforzo muscolare ed è la colonna vertebrale la più colpita (si parla sempre di microtraumi), e l’adattamento con l’aumento della densità ossea e rafforzamento dei muscoli spinali e del tronco tiene appunto al riparo da scoliosi.

Al contrario di quello che si pensa, invece, il nuoto è uno dei peggiori in questo senso poiché essendo il peso scaricato dall’acqua il corpo non è sottoposto a queste sollecitazioni e quindi indotto a questi adattamenti. Inoltre essendo uno sport che aumenta la flessibilità della colonna vertebrale e del bacino lo si associa come fattore prognostico negativo in potenziali disordini posturali futuri.

 

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Educazione fisica nelle scuole italiane

Che tipo di esercizi utilizzare?

Tornando al lavoro in palestra è bene dire che nei ragazzi un allenamento deve essere ancora meglio studiato rispetto ad un adulto. Innanzitutto è necessaria una valutazione posturale per attuare un programma che la possa correggere almeno in parte o perlomeno non peggiorarla. Poi è importante evitare una specializzazione dell’allenamento ma proporre una combinazione di aerobico ed anaerobico per migliorare lo stato di salute e benessere generale dell’organismo che è l’obiettivo principale da seguire. Per esempio si possono impostare dei circuiti sempre diversi in cui allenare le varie capacità del ragazzo, tra cui non è da sottovalutare il miglioramento della propriocezione e della percezione del proprio corpo e l’introduzione di nuovi schemi motori.
È inoltre importante variare gli esercizi ogni seduta per aumentare la stimolazione ed evitare la noia che potrebbe portare un allenamento sempre uguale.

 

Insomma, non bisogna assolutamente scoraggiare un ragazzo che si vuole iscrivere in palestra ma anzi, bisogna incentivarlo a raggiungere i propri obiettivi che in questo caso corrispondono ad un miglioramento del proprio fisico e della propria salute. E’ bene però affidarsi ad un professionista esperto e con esperienza, non al primo che capita, e le palestre non sono ancora attrezzate a questo, visto che non esiste l’obbligo di un titolo di studio per lavorare in palestra.