Memoria Muscolare: esiste?

La memoria muscolare permette di poter riprendere una buona massa muscolare anche dopo un periodo di pausa dall'allenamento, vediamo come funziona.

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Dopo un periodo, anche lungo, senza allenarsi è possibile recuperare la massa muscolare persa in un periodo di tempo molto breve. Questo è dovuto ad un fenomeno chiamato impropriamente memoria muscolare, che dovrebbe corrispondere ad una sorta di memoria che hanno i muscoli riguardo la loro grandezza, che permette loro di ritornare alla dimensione raggiunta dopo un periodo di ipotrofia, dopo un infortunio o una pausa dagli allenamenti. La memoria muscolare però non esiste, questo fenomeno è infatti mediato a livello centrale, nel sistema nervoso, attraverso quello che è chiamato apprendimento motorio o motor learning.


Memoria Muscolare Biologica

Esiste un fenomeno biologico che avviene nei muscoli, che si avvicina a quello che è il concetto diffuso di memoria muscolare, che potrebbe favorire il recupero della massa muscolare dopo una pausa, ed è dovuto alla presenza delle cellule satelliti. Queste cellule, che si trovano sulla superficie delle fibre muscolari, non sono ancora differenziate, e permettono la rigenerazione del tessuto muscolare, per esempio dopo un trauma.

cellule-satelliti
La presenza di cellule cellule satelliti in superficie

La letteratura è concorde nell’affermare che l’attività fisica, soprattutto con sovraccarichi, permette di indurre la loro attivazione, proliferazione e differenziazione, che non è finalizzata alla sintesi di nuove fibre muscolari, ma alla fusione di queste cellule non più quiescenti con le miofibre già esistenti in modo da aumentare il loro contenuto di mionuclei.

L’attivazione e la proliferazione delle cellule satelliti e la loro fusione con le miofibrille già presenti, permette di accrescere la capacità di sintesi proteica, quindi la capacità di produrre nuovo tessuto muscolare, è quindi uno degli elementi più importanti dell’ipertrofia.

Potrebbe quindi essere uno dei fattori della memoria muscolare, visto che la proliferazione aumenta il numero di cellule satelliti, che potrebbero mantenersi anche durante un periodo di pausa, seppur tornando in uno stato quiescente. L’esercizio con sovraccarichi potrà poi riattivarle e permettere una forte capacità di sintesi proteica già da subito dopo la ripresa degli allenamenti.


Apprendimento motorio

Se per il fenomeno della memoria muscolare “biologica” la letteratura scientifica non è concorde nella sua totalità, sull’apprendimento motorio non ci sono dubbi, visto che è ritenuto il maggior responsabile della memoria muscolare.

Imparare ad andare in bici, guidare sono attività che pur non praticandole per molto tempo non ci dimenticheremo come farle. E sono attività molto complesse, pensate a quanto tempo ci abbiamo impiegato per imparare ad andare in bici o coordinare il premere la frizione con il cambio di marcia girando il volante per fare una curva. Tutte queste azioni sono infatti diventate automatiche attraverso l’apprendimento motorio. All’inizio ogni azione è volontaria e quindi pensata a livello corticale, e deve essere spezzettata in singoli gesti motori; poi con la pratica costante avviene una riorganizzazione neurale che permette di automatizzare i gesti, è quindi possibile farli senza pensarci ed è indice di uno spostamento dell’attività da corticale a sottocorticale.

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Fasi dell’apprendimento motorio, uno delle componenti principali della memoria muscolare.

Nell’allenamento avviene la stessa cosa, un neofita non riesce a sollevare molto poichè non ha ancora appreso i corretti schemi motori di un esercizio, non riesce quindi a reclutare un grosso numero di unità motorie e non riesce a coordinare le contrazioni dei vari muscoli ed avere quindi un timing di attivazione muscolare da rendere efficiente ed efficace il gesto motorio.

In poco tempo però riesce a fare dei veloci miglioramenti senza però avere degli aumenti di massa muscolare, proprio perchè la pratica costante gli permette di affinare gli schemi motori ed apprendere quindi il movimento. Migliora quindi il reclutamento delle unità motorie ed i timing di attivazione. Arriverà però ad un momento di stallo, in cui i miglioramenti non saranno molto lenti, proprio perchè ha appreso degli ottimi schemi motori che gli permettono di sfruttare al massimo a livello neuromuscolare la massa muscolare presente.

Quando smettiamo di allenarci perdiamo in un tempo abbastanza veloce la massa muscolare costruita, non perdiamo però gli schemi motori appresi nei nostri allenamenti. Quando torniamo ad allenarci questo ci permette di sfruttare fin da subito tutta la massa muscolare che ci è rimasta, potendo reclutare il massimo numero di unità motorie e quindi fibre muscolari ed in un tempo molto minore farle crescere nella propria sezione trasversa.


Iperplasia

Uno dei fattori di cui si parla ultimamente è l’iperplasia muscolare, ossia l’aumento del numero di fibre muscolari. Non è presente nessuno studio che la conferma sugli umani, chiaramente perchè dovrebbe essere fatta una biopsia muscolare prima e dopo, con tutti i risvolti etici del caso. E’ però stata dimostrata sugli animali, sui ratti e sui gatti in particolare, non è difficile quindi credere che possa avvenire anche nelle persone. Certo è che se fosse confermata a livello scientifico, potrebbe portare una prova considerevole all’effetto della memoria muscolare. Sospendiamo però qualsiasi conclusione su questo ambito proprio a causa dell’impossibilità di dimostrarlo scientificamente.


Conclusione

La memoria muscolare è quindi determinata da una componente multifattoriale molto controversa, soprattutto per quanto riguarda la sua definizione più diffusa. Quello che però deve essere preso in considerazione, poichè sostenuto da un grande numero di studi, è la componente dell’apprendimento motorio, che potrebbe essere la chiave fondamentale. Il fattore principale è quindi centrale, di tipo neurale; la componente biologica della proliferazione delle cellule satelliti potrebbe anch’essa essere importante ma la letteratura in merito non è concorde.


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Bibliografia

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