Le capacità del giovane calciatore

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Lo sviluppo delle capacità condizionali rappresenta il punto fondamentale di una preparazione fisica, da curare nello specifico allo scopo di sollecitare l’atleta e migliorare la performance. Negli ultimi anni, il condizionamento fisico ha assunto sempre più caratteri specifici per ogni gesto atletico appartenente allo sport trattato, tanto che la programmazione di ogni preparazione fisica, seppur basandosi su principi generali, appare diversa per ogni tipo di sport. Un passo importante e non condiviso da tutti, soprattutto da chi si sente legato ai vecchi metodi di lavoro, mentre è appoggiato  da altri. C’è poi chi estremizza il concetto subentrando in un percorso incestuoso e pieno di ostacoli come quello dell’allenamento integrato.

Perciò tutto appare per alcuni diverso ed innovativo mentre per altri meno scientifico, lo possiamo infatti riscontrare in uno degli sport più popolari del mondo: il calcio.

Le nuove metodiche di lavoro hanno portato una ventata di freschezza, una rivoluzione cosi netta che per alcuni ha voluto dire mettere da parte le nozioni di letteratura scientifica a favore di “filosofie di pensiero”.

Un pensiero da me poco condiviso, soprattutto quando parliamo o abbiamo a che fare con giovani sportivi e perciò al loro sviluppo psicomotorio.

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L’allenamento nel giovane

L’allenamento di un bambino e di un adolescente appare totalmente diverso da quello di un adulto, per motivi pressoché chiari come lo sviluppo dell’apparato locomotore, del sistema nervoso, adattamenti di tipo metabolico, sistema cardiovascolare e sistema endocrino.

Questa breve premessa è dovuta all’introduzione del concetto fondamentale dell’articolo : lo sviluppo delle capacità condizionali nel bambino e nell’adolescente.

Un argomento delicato, poco trattato e spesso evitato soprattutto negli sport di squadra, rispetto allo sviluppo delle capacità coordinative.

Il movimento risulta fondamentale per uno sviluppo completo e armonico , favorendo quelle spinte della crescita caratterizzate da interventi mirati e sollecitazioni di stress consone alla situazione, al livello e alla maturazione del soggetto che abbiamo davanti.

L’età risulta una variabile importante , non intesa come dato anagrafico ma come stato biologico del soggetto, proprio qui entra in gioco la figura dell’ “Istruttore” e non dell’allenatore, allo scopo di valutare il livello del suo giovane atleta, di motivarlo e di ricercare mezzi innovativi e alternativi ma sempre funzionali all’obiettivo prefissato. In questi contesti, la motivazione gioca un ruolo fondamentale perciò un azione legata alle novità avrà come fine una miscela particolare ma fondamentale per l’apprendimento, come : curiosità, impegno, partecipazione e disponibilità. Un calderone emotivo che permetterà una più efficiente eccitazione neuro – ormonale e neuro – muscolare, teniamo presente che i muscoli sono solo degli effettori che devono la loro azione a capacità cognitive ed emotive.

Perciò saper inserire in una programmazione lo sviluppo delle capacità condizionali risulterà complicato, sia nella metodologia e programmazione dell’allenamento vero e proprio sia nella ricerca, dei giovani calciatori, all’attività e alla disponibilità alla fatica.

Detto questo, entriamo più nel dettaglio, esaminando al meglio lo sviluppo di queste capacità dal punto di vista biologico, fisiologico, metabolico e ormonale.

Tutte le capacità del giovane calciatore potranno essere sviluppate : resistenza, velocità, rapidità, forza e mobilità articolare ( di cui non parlerò in quest’articolo). La vera differenza sta nel modulare il carico di lavoro e renderlo “interessante”, ricordiamoci che abbiamo a che fare con bambini e non piccoli uomini, perciò non basterà solo variare il volume e l’intensità di allenamento rispetto al metodo di lavoro di un adulto.

Non prenderemo in esame ogni singola fascia d’età, perciò dovremo tener conto della varietà del capitale umano che ci troveremo di fronte : soggetti maggiormente maturi, dal punto di vista biologico, perciò piu alti, pesanti e con una piu alta capacità di prestazione a livello condizionale.

Nel calcio siamo piu fortunati, abbiamo un mezzo importantissimo per coinvolgere al meglio i piccoli atleti : il pallone. Grazie ad esso e alla nostra capacità innovativa possiamo ricavare mezzi importanti di allenamento e sollecitazione motoria.

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La resistenza

La prima capacità del giovane calciatore che andremo ad analizzare è la resistenza. Una volta individuata l’età biologica, bisogna tener conto che l’allenamento di questa capacità consentirà una varietà di adattamenti strutturali e funzionali. Uno sviluppo che influenzerà molto sulla frequenza cardiaca e su un efficiente recupero.

Un giovane organismo sarà maggiormente orientato e particolarmente adatto a carichi di lavoro riguardanti la capacità aerobica, questo perché i bambini nell’esecuzione di un carico massimale raggiungono un piu elevato valore del massimo consumo di ossigeno ( 55%) rispetto agli adulti (30 %). Indicatori importanti che ci consentono di capire che, in carichi di resistenza aerobica, saranno in grado di utilizzare come substrato energetico gli acidi grassi, con tassi di ossidazione maggiori degli adulti. Con la crescita e l’allenamento possiamo notare un aumento della capacità  di massimo consumo di ossigeno, riscontrabile maggiormente in soggetti non allenati. I frutti di queste metodiche verranno maggiormente evidenziati con la crescita, dove con l’aumentare dell’età avremo una maggiore tollerabilità al lavoro di corsa, diminuzione di VO2 MAX relativo a distanze programmate ad una certa velocità e quindi incremento della prestazione in termini di resistenza. Anche la frequenza cardiaca sarà un valore importante, sappiamo che durante lo sforzo questa salirà in maniera esponenziale rispetto all’adulto, superando anche i 200 battiti nell’ età scolare, ma l’adattamento caratteristico lo potremo riscontrare dopo il carico, con una discesa rapida dovuta ad una regolazione circolatoria.

I vantaggi sono ben chiari, però sarà complicato applicare carichi di resistenza senza annoiare individui di questa età, per questo motivo bisognerà essere creativi consentendo l’utilizzo di esercitazioni con l’utilizzo del pallone o con scopi ludici. Una metodica che mi piace utilizzare è quella legata ai giochi di posizione con una crescita progressiva e legata a finalità inerenti, comunque basati su una continua ricerca dell’obiettivo, di collaborazione ma di continuo movimento, facendo attenzione agli spazi e al volume di carico del blocco di lavoro e avere occhio nel controllare l’intensità, garantendo al giovane atleta un recupero congruo. Un eccesso d’intensità potrebbe causare dei problemi, dovuti sopratutto alla minore capacità anaerobica, condizioni di stress che vengono affrontati con poca sopportazione : aumento del lattato e di produzione di catecolammine (riferito a carichi di lavoro al di sopra della soglia anaerobica). Per concludere, i metodi allenati piu opportuni sono rappresentati da : metodo a carico prolungato e metodo ad intervalli.

La forza

Passiamo oltre e parliamo di forza, argomento suscettibile per molti che spesso perdono di vista la sua importanza per uno sviluppo completo dell’atleta. Vorrei prima fare una premessa : la forza va allenata sempre. Per quanto riguarda il bambino e l’adolescente si parlerà di un condizionamento generale e multilaterale, incentrato principalmente su un attività preventiva nel limitare le alterazioni posturali, lo sviluppo dell’apparato locomotore e un maggior controllo e dinamismo nell’esecuzione dei gesti tecnici. Sarà importante non incentrarsi su un allenamento specifico per non creare squilibri muscolari, agire in maniera completa e progressiva suscitando sollecitazioni di stress adeguate ma incentrare sul rinforzo generale della muscolatura : dorso, tronco, addome e arto inferiore. Lo stimolo sarà crescente ma sempre dinamico , in quanto per la sua scarsa capacità anaerobica, il bambino presenta scarsi adattamenti ad un metodo di allenamento statico. Durante la crescita si avranno dei miglioramenti, piu o meno riscontrabili in base allo sviluppo, ma che sicuramente saranno evidenziati successivamente a situazioni di stress dovuti a stimoli legati a sollecitazioni create dal proprio peso corporeo, perciò senza utilizzo di sovraccarichi che, non per questioni di alterazioni cosi dette di crescita come si pensa, ma per un condizionamento di base ancora basso che quindi potrebbe causare problematiche dal punto di vista dello sviluppo dell’apparato locomotore. Esercitazioni che utilizzo, in base alle fasce d’età, sono relativamente incentrate, per i piu piccoli in fascia prima scolare, sulla forza rapida dove bisognerà appendersi, tirare, respingersi, arrampicarsi, adattando novità, curiosità e gioco. Successivamente si potrà ragionare maggiormente in termini concreti sfruttando corde, palle mediche e cubi. Molto positivi saranno gli esercizi legati alla disciplina di forza, come : tirare, spingersi sfruttando arti inferiore e superiori, trascinarsi in equilibrio precario, passare dalla posizione seduta ad in piedi con opposizione del compagno. Nello specifico il metodo di allenamento che è risultato maggiormente positivo è il circuit training, andando a intervenire sulla forza massimale, resistenza della forza e la forza rapida. Gli elementi da inserire in questo circuito saranno : lanci, salti, rinforzo addome, tronco e braccia.

ESEMPIO. Sei stazioni con esecuzione di durata di 20 secondi per ogni esercizio, conseguente recupero di 40 secondi, ripetere il circuito 2/3 volte.

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La rapidità

La rapidità intesa come velocità, sappiamo che non vede le sue caratteristiche solo attraverso una determinazione genetica, ma si sviluppa molto precocemente andando a perfezionarsi nel corso della crescita. Nell’età infantile si dovrà agire in maniera diretta, incentrandosi sull’aspetto cognitivo, andando a lavorare sulla formazione delle capacità di rapidità sfruttando l’elevata plasticità delle cortecce celebrali e l’instabilità del sistema nervoso, prossimo allo sviluppo completo. La cura delle capacità coordinative e l’inserimento di elementi di tipo cognitivo, riguarda direttamente la rapidità, grazie all’esecuzione del giusto gesto atletico e di una maggiore attivazione a livello neuromuscolare. Tutte le esercitazioni saranno in grado di formare una presa di coscienza, fondamentale per l’adattamento al cambiamento delle varie proporzioni corporee e dei cambiamenti organici . Le basi sono sempre concentrate su un concetto di multilateralità che sia formato da programmi con orientamento verso la forza rapida. Esercitazioni da sottoporre sempre sotto forma di gioco, riuscendo a spremere dai proprio calciatori il massimo impegno e garantendo un recupero alta dovuto all’intensità esercitata durante gli esercizi. La capacità di ripetere sprint è un allenamento che può essere sottoposto già in età scolare, vedendo fin da subito miglioramenti anche su prove di corsa fino ai 60 metri, tenendo conto di questo non si deve cadere nell’errore di ricorrere solo ad esercitazioni su accelerazioni, sprint e rincorse, altrimenti si limiteranno le possibilità di crescita di questa fascia d’età. Tutti gli esercizi saranno ragionati in maniera completa,  andando a stimolare l’aspetto tecnico in maniera corretta, portando il movimento ad essere eseguito in modo automatico.