Fosfatidilserina: cos’è e funziona?

La fosfatidilserina è considerata tra gli integratori per abbassare il cortisolo, diminuire lo stress ed aumentare della lucidità mentale. Vediamo cosa dicono le evidenze scientifiche.

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La fosfatidilserina è un fosfolipide ed un importante componente della membrana plasmatica. E’ naturalmente presente in tutte le specie e copre una porzione importante dei fosfolipidi presenti nel cervello umano (15%), nei polmoni (7.4%), nei reni (5.7%) e nel fegato e nel tessuto muscolare (3%) con una presenza totale stimata in 60g, di cui la metà nel tessuto cerebrale. L’introito medio nella dieta è di 130mg giornalieri.

La fosfatidilserina si trova:

  • nella Lecitina di Soia, circa il 3% di tutti i fosfolipidi presenti;
  • nel tessuto neurale (in passato sono stati fatti molti studi sulla fosfatidilserina proveniente dal tessuto cerebrale bovino, poi non più utilizzato per l’encefalopatia spongiforme bovina, la cosiddetta “mucca pazza”)
  • potenzialmente nell’olio di Krill, dove la maggior parte dei fosfolipidi sono Fosfatidilcolina, mentre la presenza di Fosfatidilserina non è confermata del tutto.
fosfatidilserina
La soia, che contiene la fosfatidilserina

Qual è la sua funzione?

Negli ultimi anni l’integrazioni di fosfatidilserina è diventata un must, le vengono infatti attribuite funzioni molto importanti come l’abbassamento del livello di cortisolo, diminuzione dello stress ed aumento della lucidità mentale. E’ infatti considerato tra gli integratori per abbassare il cortisolo.

Credo che sia chiaro a tutti come l’ormone corticosteroideo appena citato influenzi notevolemente la costruzione di un fisico migliore. Il cortisolo è infatti l’ormone catabolico per eccellenza, detto anche l’ormone dello stress, un avversario contro cui l’adepto della cultura fisica combatte inesorabilmente per non perdere neanche un grammo di tessuto muscolare costruito. Contrariamente a quanto si crede però, il cortisolo non è affatto dannoso, ha i suoi motivi d’esistere e senza di esso non potremmo vivere, il suo eccesso casomai potrebbe essere un nemico molto tosto che è doveroso affrontare.


Ci sono evidenze scientifiche?

Le ricerche scientifiche su questa molecola hanno riscontrato dei notevoli benefici sull’attenzione e sulle sindromi ADHD, ossia quelle di iperattività presenti nei bambini, con molti aspetti positivi sulla cognizione, sull’impulsività e sulla memoria a breve termine.

Sul cortisolo, invece, le ricerche sono contrastanti. Si hanno avuti effetti molto positivi sulla riduzione del cortisolo indotto da esercizio fisico attraverso la somministrazione di una supplementazione di fosfatidilserina derivante dal tessuto neurale bovino, mentre non si sono riscontrati gli stessi effetti da quella derivata dalla soia.

Al giorno d’oggi tutti gli integratori di fosfatidilserina provengono dalla soia a causa del “morbo della mucca pazza”.

Servono quindi ulteriori ricerche per chiarire finalmente i benefici della fosfatidilserina derivata dalla soia sullo stress e sul cortisolo.

Non ci sono molti dubbi, invece, sull’aumento del VO2 Max riscontrato in ciclisti che seguivano un’integrazione con 750g di fosfatidilserina con un incremento della soglia anaerobica all’85% del massimo consumo d’ossigeno.

fosfatidilserina
Le evidenze scientifiche sulla fosfatidilserina

Come assumerla?

Come abbiamo già detto al giorno d’oggi è possibile trovarla come integratore solo derivata dalla soia o consumarla direttamente dalla lecitina di soia.

Per quanto riguarda la supplementazione della sostanza pura si consiglia si iniziare con dosi da 200-300 mg al giorno consumati prevalentemente al mattino e nel postallenamento, i momenti in cui il cortisolo raggiunge i massimi livelli. E’ consigliabile poi modularne l’assunzione basandosi sui periodi più stressanti o sull’intensità degli allenamenti.


Bibliografia

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