Integratori vitamine D: utili oppure no?

Integratori vitamine D vengono spesso utilizzati per persone con problematiche di osteoporosi. Vediamo quali altri impieghi può avere questo integratore

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Integratori vitamine d sono uno dei più usati nel mondo del fitness. Prima di parlare dell’integratore vitamina D, vediamo cos’è. Con il termine vitamina D ci si riferisce a un gruppo di vitamine liposolubili, ovvero all’ergocalciferolo (vitamina D2), presente negli alimenti di origine vegetale, e al colecalciferolo (vitamina D3), presente negli alimenti di origine animale. 

La vitamina D ha delle caratteristiche del tutto peculiari in quanto la sua presenza nell’organismo umano dipende per l’80% dalla sintesi endogena e solo per il 20% dall’assunzione alimentare:

  • La sintesi endogena è legata all’esposizione della cute alla luce solare, in particolare, alle radiazioni ultraviolette B;
  • Dal punto di vista nutrizionale, il suo assorbimento avviene a livello dell’intestino tenue e, essendo una vitamina liposolubile, la presenza contemporanea di lipidi ne facilita l’assorbimento.

Le principali fonti di vitamina D nella dieta sono rappresentate dai pesci grassi, dal tuorlo delle uova, dal fegato di suino e, in quantità molto inferiori, dal latte e i suoi derivati. Tra i pesci particolarmente ricchi di vitamina D troviamo lo sgombro, la carpa, il salmone, il pesce spada, il tonno e la trota. Il fabbisogno giornaliero raccomandato degli individui adulti è di 10 microgrammi. 

Alimenti con vitamina D

integratori vitamine d
Integratori vitamine d
ALIMENTICONTENUTO DI VITAMINA D
Sgombro25,15 μg 
Carpa24,7 μg 
Salmone17,1 μg 
Sgombro16 μg 
Pesce spada13, 9μg 
Tonno 6,7 μg 
Tuorlo5,45 μg 
Pecorino0,5 μg 
Grana0,4 μg 
Latte intero0,05 μg 

La funzione principale della vitamina D è la regolazione del metabolismo di calcio e fosforo e la mineralizzazione delle ossa. La vitamina D svolge inoltre altre funzioni, ad esempio regola la biosintesi e il rilascio di insulina da parte delle cellule insulari pancreatiche e influenza la sensibilità dei tessuti periferici all’insulina stessa, ha effetti vaso-protettivi, inibisce i meccanismi di carcinogenesi e stimola la risposta immunitaria.

I fattori che possono influenzarne la sintesi sono diversi, alcuni sono legati alle caratteristiche dell’individuo, quali colorazione della pelle, eccesso ponderale, tempo di esposizione alla luce solare, stagione e invecchiamento. In questo ultimo caso i meccanismi di sintesi della vitamina D diventano progressivamente meno efficienti.

Condizioni patologiche da malassorbimento possono contribuire o essere la causa della carenza di vitamina D, ad esempio celiachia, fibrosi cistica, morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa. La carenza di vitamina D può presentarsi anche in caso di pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica, in caso di aumentato catabolismo associato a farmaci, quali glucocorticoidi, anti-retrovirali immunosoppressori, anticonvulsivanti, o in caso di ridotta sintesi o elevate perdite, come nei casi di insufficienza epatica grave, insufficienza renale avanzata, sindrome nefrosica, gravidanza, allattamento. 

In Italia, gli stati carenziali sono maggiormente presenti in età geriatrica e durante i mesi invernali, ma possono osservarsi anche in età evolutiva. Qualunque siano le cause, la carenza di vitamina D ha effetti sfavorevoli sullo stato di salute, come inadeguata mineralizzazione ossea che può manifestarsi con rachitismo e dentizione tardiva nel bambino, osteomalacia e osteoporosi nell’adulto. Queste condizioni sono maggiormente evidenti in caso di concomitante carenza di Calcio. A livello del sistema muscolare, in condizioni di ipovitaminosi marcate sono stati osservati quadri di astenia muscolare severa, sarcopenia e riduzione della forza muscolare.  

Vitamina D integratori: servono?

Gli integratori di vitamina D sono consigliati solo in caso di carenza o in determinate fasi della vita. 

Carenza

Per individuare eventuali carenze è opportuno dosare la concentrazione sierica di 25OH vitamina D (25OHD), una molecola con emivita di 2-3 settimane. La vitamina D deve essere dosata in pazienti nei quali esiste il fondato sospetto clinico, per esempio in caso di riscontro di incremento del paratormone oppure in presenza di sintomi neuromuscolari con astenia e mialgie gravi non responsive ai comuni analgesici.

Non esistono inoltre dati a favore del fatto che il riconoscimento precoce dell’ipovitaminosi e la sua correzione possano migliorare il senso di benessere e il rischio di frattura nella popolazione non a rischio. ll dosaggio della Vitamina D su persone non a rischio quindi non dovrebbe essere eseguito. Secondo L’Endocrine Society americana, i livelli normali di vitamina D rientrano nel range 30-100 ng/ml. Si parla di carenza in caso di valori inferiori a 20 ng/ml. 

Fasce di rischio

LATTANTI: la quantità di vitamina D nel latte materno è insufficiente a soddisfare i fabbisogni dei lattanti, che spesso, soprattutto se nati nei mesi invernali, sono poco esposti alla luce solare. Un’integrazione adeguata di tale vitamina è fondamentale in quanto garantisce una normale crescita dell’osso e previene il rachitismo.

BAMBINI E ADOLESCENTI: a causa del rapido accrescimento scheletrico, bambini e adolescenti presentano fabbisogni elevati di vitamina D. Il deficit di vitamina D nei Paesi sviluppati è raro, ma alcuni casi di rachitismo posso essere presenti nei Paesi del Nord. Comunque gli adolescenti trascorrono molto tempo all’aria aperta; questo determina una sintesi di vitamina D molto più elevata perciò le linee guida non indicano la necessità di intervenire con dei supplementi.

ANZIANI: sono un gruppo a rischio per mancanza di esposizione diretta alla luce solare e per diminuita capacità di sintesi endogena. Negli anziani di età superiore ai 75 anni l’assunzione raccomandata di vitamina D è più elevata rispetto a quella della popolazione adulta al fine di rallentare la perdita di massa ossea e a ridurre il rischio di fratture. 

Integratore Vitamina D: effetti collaterali

Un’eccessiva assunzione di vitamina D può determinare fenomeni di tossicità. È impossibile incorrere a fenomeni di ipervitaminosi D con la semplice alimentazione o con l’esposizione alla luce solare in quanto la vitamina D prodotta in eccesso viene distrutta nella cute. Si parla di intossicazione quando la concentrazione sierica di 25OHD è maggiore di 150 ng/ml.

I segni e i sintomi di intossicazione acuta e cronica sono rappresentati da nausea, diarrea, poliuria, perdita di peso, ipocalcemia, nefrocalcinosi, ridotta funzionalità renale, calcificazioni nei tessuti molli. 

Integratori vitamine D naturali

Il principale integratore vitamina d naturale è rappresentato dall’olio di fegato di merluzzo che contiene 210 ng di vitamina D ogni 100g di prodotto. Grazie al contenuto elevato di vitamina D, favorisce l’assorbimento di calcio e migliora la salute delle ossa.

Per regolare il dosaggio e per evitare il sapore non gradevole a tutti, oggi sono presenti integratori sotto forma di capsule. Negli ultimi anni sono inoltre presenti prodotti lattiero-caseari arricchiti con Vitamina D e Calcio. Essendo la vitamina D liposolubile, in tutte le formulazioni ad uso orale, è meglio assorbita nel corso o al termine di un pasto contenente grassi. 

Conclusioni

E quindi, gli integratori vitamine D sono davvero efficaci? Si, ma non sono necessari a tutti! Si consiglia un’integrazione nei lattanti, a causa del ridotto contenuto di vitamina D nel latte materno, e nel caso in cui sia stata diagnosticata una carenza da vitamina D (valori inferiori a 20 ng/ml). Anche gli anziani di età superiore ai 75 anni hanno un fabbisogno maggiore di vitamina D ma prima di assumere integratori, il primo consiglio da dare è un adeguata esposizione al sole durante tutto l’anno. 

Bibliografia

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