Il ruolo degli sport drink negli atleti

Gli sport drink sono delle bevande create per aiutare gli sportivi a sostituire acqua ed elettroliti dopo una sessione di allenamento o una competizione. Essi si differenziano dagli energy drink per la loro funzione di reintegrazione dell’acqua consumata nella pratica sportiva.

Vengono commercializzati come bevande analcoliche in bottiglia e quindi pronte all’uso oppure in polvere da sciogliere prima del consumo.

Gli sport drink vengono classificati in tre categorie in base alla presenza salina e di zuccheri contenuti:

Isotonici: bevande che presentano una concentrazione salina e di zuccheri uguale a quella del plasma. Presentano tempi medi di assimilazione a livello intestinale e contengono elettroliti e una percentuale del 6-8% di carboidrati utili ad una veloce reidratazione e un adeguato apporto energetico.

Ipotonici: bevande che presentano una concentrazione salina e di zuccheri minore a quella del plasma con un’osmolarità vicina a quella del sudore. Contengono elettroliti e un basso apporto di carboidrati e necessitano un minor tempo di assimilazione a livello intestinale poiché presentano una concentrazione minore del plasma che porta ad una pressione osmotica inferiore e quindi un richiamo più veloce dei liquidi nell’intestino in confronto al plasma. Il basso di livello di carboidrati rende queste bevande un ruolo minore nell’apporto energetico dello sportivo.

Ipertonici: bevande che presentano una concentrazione salina e di zuccheri maggiore a quella del plasma. Tale concentrazione causa un aumento della pressione osmotica e quindi un rapido richiamo dei liquidi nell’intestino maggiore rispetto al plasma. Nonostante esse presentino un elevato numero di carboidrati e quindi un maggiore apporto energetico vengono sconsigliate nella pratica sportiva poiché presentano un processo di assimilazione a livello intestinale lento.


Cosa sono gli sport drink?

Gli sport drink sono composti da acqua, carboidrati ( 4-8 g/100 ml) e sodio (23-69 mg/100 ml), alcuni contengono fruttosio, piccole percentuali proteiche, elettroliti come magnesio, potassio e calcio. La contemporanea presenza di glucosio e fruttosio consente una maggiore capacità ossidativa dei carboidrati (CHO) e una maggiore disponibilità energetica durante la competizione.

Analizzando nello specifico gli sport drink più popolari in commercio notiamo che l’apporto energetico di mezzo litro va dalle 85 calorie di Powerade alle 125 di Energade. Attenzione però: mentre Energade è dolcificato solamente con zucchero, Gatorade contiene maltodestrine ed edulcoranti (sucralosio e acesulfame K) e Powerade oltre a contenere gli edulcoranti appena menzionati aggiunge destrosio e fruttosio.

Per quanto riguarda i Sali, Energade e Powerade contengono componenti differenziati a livello minerale che nel complesso forniscono sodio, potassio, cloruro e magnesio. La lista degli ingredienti presenti negli sport drink continua con acido citrico, emulsionanti, stabilizzanti, coloranti e aromi; anche quando la bevande richiama il gusto arancia o limone, non vi è alcuna presenza di esso nella bevanda ma solo l’aroma.

In alcuni casi, il colorante è innocuo come il betacarotene, ma nella bevanda Powerade blu e nel Gatorade dello stesso colore si trova il colorante E133, sospetto mutageno; in passato proibito in numerosi paesi dell’Unione Europea, ma in seguito ad ulteriori analisi dichiarato additivo non dannoso; non più commercializzato in Francia e Finlandia. Il giallo, ad esempio viene ottenuto tramite il colorante E104 definito giallo di chinolina che influisce negativamente sull’attenzione e sull’attività dei bambini.


L’utilizzo dei sport drink negli atleti

Ultimamente nei giovani atleti appunto si sta diffondendo la moda dell’utilizzo dei sport drink come bevanda sostitutiva all’acqua nella pratica sportiva. Numerosi studi hanno evidenziato come il 50-75% dei giovani atleti è disidratato già prima della pratica sportiva. A tal proposito, numerosi genitori dei giovani atleti sopperiscono tale deficit con gli sport drink che non sono necessarie per i giovani in quanto contengono elevate quantità di zucchero che causano numerosi effetti collaterali soprattutto in età pediatrica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto di suggerire una tassa sulle bevande zuccherate per abbassarne il consumo e ridurre l’incidenza del diabete mellito di tipo 2. Negli USA, la vendita di tali bevande supera quella dell’acqua.

Una bottiglia di mezzo litro di un qualsiasi sport drink commercializzato contiene circa 30 grammi di zucchero, una quantità definita spropositata dall’OMS che quantifica che gli zuccheri semplici non dovrebbero essere più del 10% delle calorie totali giornaliere, 50 grammi per un adulto.

L’utilizzo di tali bevande soprattutto in età puberale o infantile è sconsigliata perché la pratica sportiva non supera talvolta l’ora di durata e quindi è consigliabile reidratarsi con acqua mentre se lo sforzo è molto intenso è necessario ripristinare anche la perdita di Sali minerali che in un bambino o in un adolescente vengono apportate da un alimentazione varia e un’idratazione attenta prima e dopo l’attività sportiva.

Ulteriori effetti collaterali degli sport drink possono essere aumento della percentuale degli individui in condizione di obesità infantile per l’elevata concentrazione di zucchero in queste bevande; problemi nella dentatura con l’insorgenza di carie e disturbi gengivali soprattutto nei giovani atleti che sono ancora nella fase di formazione e consolidamento delle varie strutture corporee e il loro uso ed abuso continuato può portare problematiche a reni e fegato.

Constatato il ruolo negativo degli sport drink nell’idratazione del bambino/ragazzo durante e post attività fisica, la priorità metabolica spetta all’acqua. La reidratazione è fondamentale perche la termoregolazione è meno efficace rispetto all’adulto ed il bambino si disidrata più facilmente con rapido decadimento delle prestazioni e un maggiore rischio di colpo di calore soprattutto nei mesi più caldi dell’anno. Di fondamentale utilità l’assunzione di acqua poco prima dell’evento sportivo e durante lo stesso con 100-200 ml ogni 15-20 minuti d’attività.

Un esempio pratico di reidratazione con acqua per un ragazzo di 40 kg:

  • 20 minuti prima dell’attività: 250 ml
  • Durante l’attività, ogni 15-20 minuti: 120-180 ml
  • Dopo l’attività, iniziare immediatamente: 500 ml ogni 500 gr di peso corporeo perso.

Conclusione

La cura dell’idratazione nello sport a livello giovanile è la chiave per minimizzare i rischi derivanti dalla disidratazione e permettere ai bambini la pratica sportiva nelle migliori condizioni possibili e soprattutto permettere loro di effettuare la migliore performance possibile.

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Vincenzo Acanfora

Laureato in Scienze Motorie e del Benessere all’Università Parthenope di Napoli con Tesi “Idratazione nei bambini che praticano sport”. Attualmente impiegato come allenatore delle categorie giovanili alla società calcistica Francesco Coco Academy School. Appassionato dello sport in particolare in ambito calcistico soprattutto a livello giovanile dove è possibile ancora carpire l’essenza dello sport pulito e senza interessi e nel quale impiegare tutte le risorse conoscitive per migliorare l’esperienza sportiva e di crescita dei giovani atleti.

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