Creatina piruvato: utile come integratore?

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La Creatina Piruvato è composta da Creatina associata ad acido piruvico, in questo prodotto il contenuto di creatina si aggira intorno al 60% a differenza della creatina monoidrato dove il contenuto di creatina nel prodotto è dell’87.9%. Questa specifica formula avrebbe un potenziale maggiore dato dal fatto che entrambe le molecole in questione sarebbero in grado di migliorare la produzione di energia e migliorare la performance, si è quindi ipotizzato ad un possibile effetto sinergico. Iniziamo ad analizzare brevemente cosa sono le molecole analizzate singolarmente.

Creatina: cos’è?

La Creatina è un amminoacido non essenziale presente quasi esclusivamente nel muscolo (95%), viene prodotta nel nostro organismo nel pancreas, a livello epatico e nei reni a partire da tre amminoacidi che sono la Glicina, l’Arginina e la Metionina. Una volta captata dai tessuti bersaglio subisce l’aggiunta di una molecola di fosforo formando fosfocreatina, che svolge il ruolo di riserva di fosfati.

La fosfocreatina è il carburante del sistema anaerobico alattacido, processo estremamente potente e rapido, questa viene utilizzata per risintetizzare l’ATP (adenosintrifosfato), che è la molecola fondamentale per la produzione di energia nel nostro organismo.

L’aumento della concentrazione di fosfocreatina nel muscolo si traduce nell’esercizio massimale in : un’aumentata produzione di ATP, una maggiore risintesi della stessa nei periodi di riposo tra esercizi brevi e intensi, una minore degradazione dei nucleotidi adeninici, un minore accumulo di lattato durante l’esercizio conseguenza della riduzione dell’uso del metabolismo lattacido, una possibile funzione di tampone intracellulare.

Una maggior quantità di fosfocreatina sarebbe in grado da un lato di incrementare l’ipertrofia muscolare riducendo i livelli di miostatina (molecola che blocca la sintesi proteica) e la degradazione della leucina nelle cellule muscolari, dall’altro di aumentare i livelli di miogenina (fattore di trascrizione proteica) e attivare la fosforilazione dell’mTOR (via enzimatica per la sintesi proteica). 

La letteratura scientifica conferma attraverso un elevato numero di studi e articoli la capacità della Creatina di migliorare forza, potenza, aumentare la massa muscolare e migliorare la risintesi di glicogeno muscolare.

Creatina privato: analizziamola meglio

La creatina piruvato è una molecola a 3 atomi di carbonio presente nel nostro organismo come acido piruvico, il piruvato è il prodotto finale della glicolisi, ovvero il processo che porta alla metabolizzazione del glucosio per produrre energia; nell’ultima fase della glicolisi il piruvato grazie alla presenza dell’ossigeno viene trasportato nei mitocondri dove, nel ciclo di Krebs, è convertito in energia (ATP) per la contrazione muscolare. 

A livello di integrazione l’acido piruvico è stato reso stabile attraverso l’aggiunta di calcio e sodio portando alla creazione del prodotto conosciuto come piruvato. 

Il possibile beneficio conseguente all’integrazione con questo prodotto è quello di rendere più efficiente il ciclo di Krebs (ciclo metabolico fondamentale per la produzione di energia), con un aumento del ritmo di produzione di ATP, quindi una maggior produzione di energia che sarebbe in grado di migliorare la performance, diminuire la fatica e favorire la perdita di grasso preservando i tessuti muscolari.

Partendo dal presupposto che viene definita una molecola poco brillante dal punto di vista del profilo farmacodinamico, gli studi sugli esseri umani danno risultati contrastanti quando l’integrazione di Piruvato avviene con dosaggi importanti (30-50 grammi) sostituendo parte dei carboidrati alimentari sia per quanto concerne la performance che la perdita del peso, alti dosaggi che sono però associati ad un maggiore rischio di incorrere in disturbi gastrointestinali. 

A bassi dosaggi (3-5 grammi) la maggior parte degli studi non rilevano benefici sulla performance né tantomeno aumenti del piruvato nel sangue o nel muscolo in risposta ad una sua integrazione, anche se questo può essere dovuto alla rapida eliminazione di questa molecola da parte del fegato o decarbossilazioni ad opera di intestino e stomaco o ad eliminazione con urine o feci. 

Creatina privato: vantaggi

Una delle maggiori limitazioni della creatina privato è la solubilità in acqua. La solubilità migliora con l’aumento della temperatura dell’acqua o abbassando il PH del liquido in soluzione. I sali di creatina grazie alla natura della frazione acida hanno un PH minore rispetto alla CM, ne risulta quindi una maggior solubilità in acqua. La creatina piruvato infatti mostra una solubilità 2.63 volte maggiore della CM, confrontandola raggiungendo la stessa quantità di creatina, vista la percentuale diversa in essa contenuta.

Per quanto concerne la bio-disponibilità a livello intestinale uno studio del 2007 di Jager et al ha messo a confronto la farmacocinetica di vari tipi di creatina: CM, CPY e tricreatina citrato. Questo lavoro rileva una concentrazione plasmatica di creatina maggiore con l’integrazione di CPY, fattore però che non sembra sia legato ad una maggiore biodisponibilità ma probabilmente alla soppressione dell’assorbimento della stessa da parte del muscolo, anche perché è risaputo che la CM ha una biodisponibilità del 100%. Non vi sono dati però sulla disponibilità a livello dei tessuti bersaglio.

Il primo studio riguardante il piruvato e la performance risale al 1998 effettuato da Ivy JL su animali e nello specifico in topi dove si rilevava un miglioramento della resistenza in lavori di endurance, da qui si è supposta una possibile sinergia con la combinazione con creatina; gli studi però che hanno preso in esame la CPY sono pochi e con risultati contrastanti.

Van Schuylenbergh et al non hanno rilevato effetti positivi con l’utilizzo di 7 grammi di CPY per 7 giorni sulle capacità di resistenza e su sprint intermittenti in ciclisti allenati, mentre un altro studio su canoisti olimpici con 7.5 gr di CPY per 5 giorni rilevava un aumento della velocità di pagaiate e una diminuzione delle concentrazioni di lattato (Nuutilla, 2000). Miglioramenti sono rilevati anche da uno studio del 2008 di Jager et al con 4 settimane di integrazione su esercizio intermittente con hand-grip (presa della mano) effettuato alla massima intensità.  

Si è inoltre supposta una possibile azione protettiva sullo stress ossidativo da parte di questo tipo di integratore ma gli studi riguardano solo animali, sono necessari per qusesto maggiori approfondimenti per dare conferme (Bortoluzzi VT eT al, 2019).


Creatina privato o monoidrato?

Veniamo al punto, meglio la creatina monoidrato o piruvato?

Partendo della stabilità delle molecole, la Creatina Monoidrato è molto stabile e non mostra segni di degradazione negli anni, non vi sono riferimenti in letteratura invece sulla Creatina Piruvato anche se l’effetto di abbassamento del PH del sale di creatina dovuto all’associazione con acido piruvico potrebbe ridurre la stabilità rispetto alla creatina monoidrato nello stesso ambiente.

Per quanto concerne l’effetto ergogenico in letteratura troviamo un solo studio che mette a confronto CM e CPY, oltre a piruvato da solo e un placebo. Lo studio sottopone ad integrazione per 50 settimane 42 giocatori di football americano, valutando le differenze su composizione corporea, alzate massimale di 1RM su bench press, sempre 1RM combinando squat e bench press, potenza in salti verticali statici. CM e CPY portavano significativi miglioramenti rispetto a placebo e all’utilizzo del solo piruvato, non si registravano invece grosse differenze tra l’integrazione dei due tipi di creatina (Stone MH et al, 1999).

Per quanto concerne lo status normativo e giuridico, a livello internazionale, solo la CM presenta uno stato inequivocabile nei principali mercati globali degli integratori alimentari o dietetici.

A vantaggio della CPY come già detto in precedenza, questo sale di creatina risulta essere più solubile, si scioglie quindi meglio in acqua, proprietà che di per sé non porta guadagni a livello di performance ma solo di comodità di utilizzo.


Conclusione

Numerose sono le nuove forme di Creatina che promettono un maggior impatto del prodotto rispetto alla creatina Monoidrato, ma ad oggi benché le supposizioni possano far emergere numerosi benefici di queste nuove associazioni di molecole tra cui la Creatina Piruvato, non vi sono riscontri degni di nota a livello scientifico o trials che ci dicano in maniera chiara se siano migliori come impatto ergogenico o biodisponibilità anche per quanto concerne soggetti no-responder. Rimane comunque il fatto che la CPY ha una maggior solubilità e quindi “comodità di utilizzo” ma meno facilmente reperibile sul mercato oppure associata in blend con differenti tipi di creatina, ad oggi meglio comunque optare per un prodotto con una letteratura scientifica importante alle spalle come la Creatina monoidrato, eventualmente scegliendola micronizzata, forma che risulta essere maggiormente solubile. 

Libri consigliati

Per avere una panoramica completa degli integratori presenti sul mercato secondo quanto espresso dagli studi scientifici ti consiglio il libro “Integratori Alimentari: Una guida basata sulle evidenze scientifiche“. Vogliamo dare una lettura più evidence-based dell’argomento per limitare l’assunzione a quegli integratori realmente efficaci, traendo magari netti benefici e perché no, risparmiare spese inutili!

Bibliografia

Samuele Casartelli, Integratori Alimentari. Una guida basata sulle evidenze scientifiche. La Scienza in Palestra srl editore 2021 

Kerksick et al. ISSN exercise & sports nutrition review update: research & recommendations. Journal of the International Society of Sports Nutrition (2018) 15:38 

Richard B. Kreider, Douglas S. Kalman, Jose Antonio, Tim N. Ziegenfuss, Robert Wildman, Rick Collins, Darren G. Candow, Susan M. Kleiner, Anthony L. Almada and Hector L. Lopez. International Society of Sports Nutrition position stand: safety and efficacy of creatine supplementation in exercise, sport, and medicine. Journal of the International Society of Sports Nutrition 2017 14:18

Stanko RT, Arch JE. Inhibition of regain in body weight and fat with addition of 3-carbon compounds to the diet with hyperenergetic refeeding after weight reduction. Int J Obes Relat Metab Disord. 1996 Oct;20(10):925-30. PMID: 8910097

Stanko RT, Robertson RJ, Galbreath RW, Reilly JJ Jr, Greenawalt KD, Goss FL Enhanced leg exercise endurance with a high-carbohydrate diet and dihydroxyacetone and pyruvate. J Appl Physiol (1985). 1990 Nov; 69(5):1651-6.

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