Cortisolo: Cos’è e come abbassarlo?

Il cortisolo, conosciuto anche come ormone dello stress, può provocare numerosi effetti negativi per l'organismo. Vediamo di indagare meglio questo ormone

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Il cortisolo è il più rappresentativo degli ormoni steroidei appartenenti alla famiglia dei glucocorticoidi. La sua produzione avviene nella zona fascicolata della corticale delle ghiandole surrenali a partire dal colesterolo, molecola prodotta a livello epatico e presente negli alimenti di origine animale, la quale è precursore di tutti gli ormoni steroidei, come i mineralcorticoidi, e gli ormoni sessuali androgeni ed estrogeni.

Cos’è il cortisolo?

cortisolo

Il cortisolo è conosciuto come “ormone dello stress”, e prima di entrare nel dettaglio delle sue funzioni e interazioni, è opportuno definire questa situazione chiamata “Stress” e quindi il rapporto che c’è tra cortisolo e stress. Lo stress è una risposta fisiologica e stereotipata che permette al nostro organismo di rispondere ai diversi stimoli che alterano la sua omeostasi, in modo tale da assicurarne la sopravvivenza.

L’endocrinologo canadese Hans Selye fu il primo a capire che quando si è esposti a “diversi agenti dannosi” (temperature estreme, esercizio fisico intenso e/o prolungato, traumi fisici, infezioni, operazioni chirurgiche, forti emozioni positive e negative…) “appare una tipica sindrome, i sintomi della quale sono indipendenti dalla natura dell’agente danneggiante e rappresentano piuttosto una risposta al danno in sé”. Questa sindrome è la “risposta allo Stress” conosciuta anche come “reazione attacco o fuga”.

Il regista di tutto ciò è l’ipotalamo (struttura profonda del sistema nervoso centrale) il quale reagisce a stimoli “stressanti” a livello visivo, limbico (emozioni) e della corteccia cerebrale. In un primo momento l’ipotalamo attiva il sistema nervoso simpatico, che permette il rilascio delle catecolammine (adrenalina e noradrenalina) dalla midollare del surrene, atte a modificare l’emodinamica in modo da incrementare l’afflusso di sangue ai muscoli e diminuirlo a livello viscerale, aumentare la gittata cardiaca, la pressione sanguinea e la ventilazione, e inibizione dell’azione dell’insulina per mobilitare le riserve energetiche necessarie a far fronte all’evento stressante.

Se l’allarme non rientra in pochi minuti, l’ipotalamo reagisce attivando vie nervose che attivano l’asse HPA (Ipotalamo-ipofisi-surrene) con conseguente aumento di sintesi e rilascio del cortisolo, il quale permette di continuare la risposta prodotta dalle catecolammine, aumentando ulteriormente la vasocostrizione e la mobilitazione delle riserve energetiche. In aggiunta il cortisolo ha un effetto aldosterone-simile nel promuovere il riassorbimento di sodio e fluidi dai tubuli renali e dunque causare ritenzione idrica necessaria anche per mantenere alta la volemia e la pressione.

Il cortisolo come molti altri ormoni ha un ritmo circadiano, il quale è più alto al mattino, per poi scendere progressivamente verso sera, dovuto al fatto che di giorno è aumentato dalla stazione eretta, il movimento, lo stress, e le emozioni, mentre durante la notte, la melatonina, e il GH (ormone della crescita), ne riducono la produzione, contribuendo alla qualità del riposo notturno per ammortizzare gli effetti dello stress diurno.

Le principali azioni correlate al rilascio del cortisolo sono:

  • Incremento della glicemia;
  • Aumento della disponibilità dei substrati energetici;
  • Inibizione delle reazioni infiammatorie e immunosoppressione;
  • Modulazione del sistema nervoso autonomo (aumento del tono simpatico);
  • Aumento dell’attenzione e dello stato di veglia;

Lo stress quando è ben gestito è una reazione vitale ed indispensabile che ha lo scopo di favorire l’adattamento ad uno stimolo, base essenziale per la sopravvivenza e evoluzione di una specie, rende più forti a livello psichico e fisico (es. allenamento in palestra ben dosato).

Cortisolo alto

Cosa succede in caso di cortisolo alto? Tralasciando le condizioni cliniche come il morbo di Cushing iatrogeno o per tumori neuro-endocrini, elevati livelli di cortisolo sono riconducibili a “stress cronico non gestito”, conosciuto anche come “distress” termine coniato sempre da Hans Selye.

Il “distress” è lo stress percepito e vissuto come sgradevole ed è nocivo a livello psico-fisico. In tale situazione l’organismo tende a essere sopraffatto e non riesce a reagire in modo adeguato. Il cortisolo alto, inoltre, comporta un calo della performance psico-fisica. Contrapposta a questa situazione c’è l’”eustress”, il quale rappresenta una condizione in cui le sollecitazioni sono proporzionate alla capacità di risposta dell’organismo. (es. esercizio fisico regolare ma non estenuante).

Cortisolo alto sintomi

Altri sintomi del cortisolo alto possono essere:

  • Insulino-resitenza e aumento del rischio di diabete di tipo 2;
  • Indebolimento del sistema immunitario con aumento del rischio di infezioni;
  • Alterata guarigione delle ferite;
  • Catabolismo proteico muscolare;
  • Diminuzione della densità minerale ossea con conseguente rischio di osteoporosi;
  • Disturbi cognitivi e dell’umore e aumento del rischio di demenza in età avanzata.

Cortisolo basso

E in caso di cortisolo basso? Tralasciando condizioni patologiche come il morbo di Addison e cause iatrogene dovute a brusche interruzioni di terapie cortisoniche, se abbiamo stress cronici e ripetuti nel tempo i livelli di questo ormone divengono cronicamente molto elevati, è possibile che il corpo non sia più in grado di far fronte allo stress e ci si ritrova un una fase di esaurimento surrenalico “Adrenal Fatigue” o “Burnout” dove si assiste ad una progressiva mancata produzione di ormoni corticosurrenalici e ad una situazione di ipocortisolismo, poiché lo stress è tale da superare la capacità delle surrenali di compensare e recuperare.

L’ipocortisolismo si manifesta con varie problematiche riconducibili ad una specie di Addison subclinico, le quali comprendono:

  • Ipoglicemia;
  • Dolori articolari o fibromialgia;
  • Allergie e malattie autoimmuni;
  • Letargia, stanchezza cronica non alleviata dal sonno e difficoltà ad alzarsi al mattino;
  • Stanchezza in allenamento che migliora dopo 30-40min dall’inizio;
  • Diminuzione della libido;
  • Pulsione verso i cibi salati;
  • Depressione, apatia, incapacità di divertirsi;
  • Intolleranza nei confronti delle altre persone;
  • Problemi di memoria.

Come Abbassare il Cortisolo

In condizioni di ipercortisolismo o addirittura ipocortisolismo da esaurimento surrenalico, è necessaria una migliore gestione dei vari stressor, ovvero:

  • Interrompere la forte restrizione calorica, abbassando la quota proteica se troppo elevata ed incrementando gradualmente la quota glucidica, poiché anche una dieta troppo restrittiva e protratta nel tempo rappresenta uno stress per il nostro organismo;
  • Diminuire il volume/intensità dell’allenamento quando sono troppo elevate e si è a rischio di sindrome da sovrallenamento;
  • Assicurarsi un adeguato e qualitativo riposo notturno (minimo 6h) ;
  • Imparare a gestire al meglio le proprie emozioni ;
  • Prendersi dei momenti di rilassamento – meditazione oppure praticare yoga;

Aldilà delle modifiche sullo stile di vita, dieta e allenamento, in letteratura sono stati proposti vari integratori ed estratti d’erbe adaptogeni per abbassare il cortisolo.

Allo stato attuale, l’adaptogeno che ha evidenze più suggestive (seppur ancora limitate) è l’Ashwaganda, il cui razionale utilizzo potrebbe essere quello di usarlo in periodi di allenamento molto intensi e/o abbinati a restrizione calorica.

Bibliografia

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