Clembuterolo: doping per dimagrire!

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Il clenbuterolo, conosciuto in chimica come “sale cloridrato”, è un composto impiegato in medicina all’interno di specifici piani terapeutici e nell’industria farmaceutica per la realizzazione di farmaci broncodilatatori, utili per il trattamento di patologie come l’asma, che inducono, nel paziente, il restringimento delle vie aeree: uno dei farmaci più conosciuti e venduti contenente questo principio attivo è il Monores.

Spesso il Monores viene rilasciato con eccessiva superficialità dai farmacisti, proprio per lo scopo primario per il quale questo farmaco dovrebbe essere acquistato: nel caso di un attacco d’asma, o nel caso in cui il paziente convivesse con patologie che implicano il restringimento dei bronchi, un intervento immediato e l’assunzione repentina del farmaco può spesso fare la differenza. Tuttavia, la vendita di questo farmaco senza prescrizione medica, potrebbe risultare davvero molto pericolosa: esso viene infatti impiegato come sostanza dopante o come prodotto dimagrante e potrebbe causare, nell’organismo di chi lo assume, effetti collaterali davvero devastanti.

clembuterolo
Il clembuterolo viene utilizzato per dimagrire

Clenbuterolo: cos’è e come agisce

Il clembuterolo è un sale, ottenuto dalla miscela tra una base e l’acido cloridrico: esso, una volta assunto sotto forma di farmaco, è in grado di attivare il sistema nervoso simpatico, inducendo, di conseguenza, una serie di reazioni corporee molto specifiche e potenzialmente pericolose per chi non avesse un’effettiva necessità di assunzione di questo medicinale.

Il sistema nervoso simpatico, è il responsabile della gestione di alcuni stimoli specifici, rilasciati in risposta alla ricezione di particolari segnali provenienti dall’ambiente esterno: in particolar modo, il simpatico, si occupa della gestione di risposte della tipologia “attacca o fuggi”, preparando il corpo a scattare, potenziandone i muscoli e la capacità di ventilazione.

L’azione del sistema nervoso simpatico, risulta fondamentale per la cura di patologie bronchiali, come l’asma, che impediscono o talvolta negano del tutto al paziente la possibilità di ventilare correttamente: esso infatti genera un immediata dilatazione dei bronchi e delle vie aeree, consentendo al soggetto di ripristinare il normale processo di respirazione e aprendo repentinamente le vie aeree. Per questo motivo, la medicina tradizionale utilizza farmaci come il Monores per la cura di specifiche patologie, ma raccomanda l’acquisto di questo medicinale esclusivamente ad un’utenza fornita di prescrizione medica, che debba attenersi in maniera rigida e magistrale alla posologia indicatagli dal professionista che lo ha in cura.

Quando un impulso proveniente dall’esterno giunge al sistema nervoso centrale, il sistema nervoso simpatico, se stimolato attraverso il sistema nervoso autonomo, induce la dilatazione dei bronchi, dei vasi sanguigni, delle arterie coronarie, responsabili di irrorare il cuore, e delle pupille, per consentire al soggetto la massima visibilità possibile. Questo accade per garantire ai muscoli un apporto di energia tale da poter sostenere una fuga: i muscoli raccolgono le energie attraverso il metabolismo corporeo e l’ossigeno è l’accettore fondamentale per questo processo.

In assenza di ossigeno, se si dovesse continuare un’attività fisica particolarmente stancante, il metabolismo muscolare inizierebbe a produrre energia in una condizione di anaerobiosi, inducendo la formazione di sostanze penalizzanti per il soggetto, come ad esempio l’acido lattico, che indurrebbe un conseguente indolenzimento del muscolo, in modo che l’organismo cessi immediatamente l’attività fisica, con lo scopo di ripristinare il prima possibile il metabolismo aerobico. L’assunzione di clenbuterolo sotto forma di farmaco, Monores, non fa altro che stimolare il sistema nervoso simpatico, inducendo tutti i fenomeni da esso dipendenti: per questo motivo, questo medicinale viene spesso acquistato con scopi ben diversi rispetto alla finalità curativa dello stesso o al suo effetto palliativo per le patologie bronchiali. Esso infatti viene frequentemente acquistato dagli atleti con lo scopo di doping ematologico, oppure per ottenere una perdita di peso repentina senza dover necessariamente ricorrere a sforzo e attività fisica.


Clenbuterolo come sostanza dopante

Il doping è un fenomeno molto diffuso, che si verifica con una certa frequenza, specialmente nel mondo dello sport, o in tutte quelle discipline che inducono il soggetto ad esibire il proprio corpo, vincendo grazie a specifiche prestazioni fisiche che riguardano prove di forza o di resistenza. Grazie alla legge antidoping b. 376 del 14 dicembre 2000, l’utilizzo di sostanze dopanti o anabolizzanti è stato vietato agli sportivi, oggi obbligati a sottoporsi ad uno specifico test ematologico prima di ogni competizione, per verificare che non abbia assunto sostanze vietate.

Questa legge non ha di fatto ridotto l’impiego di sostanze dopanti, evitando quindi gli effetti collaterali devastanti che l’assunzione prolungata di questi medicinali avrebbe sul corpo dell’atleta, bensì l’ha sempicemente limitata ad un periodo precedente alla gara: gli atleti interrompono l’assunzione di sostanze prettamente dopanti o anabolizzanti, come gli ormoni maschili o gli steroidi, nel periodo prima della gara, in modo da risultare negativi al test antidoping e avere tutte le carte in regola per potersi esibire.

Spesso, nel momento in cui viene interrotta l’assunzione di doping, gli atleti sostituiscono queste sostanze con un ciclo di clembuterolo. Questo principio attivo ha proprietà prettamente termogeniche: il processo di termoregolazione del corpo, avviene infatti in diverse modalità, attraverso le quali il corpo riesce a generare l’energia necessaria per consentire il mantenimento della temperatura interna del corpo che, se subisse variazioni in un senso o nell’altro, potrebbe risultare pericolosa per la sopravvivenza delle cellule e dei tessuti, creando danni irreversibili all’organismo.

Uno dei processi più importanti implicati nella termoregolazione corporea, consiste nella scissione delle macromolecole del cosiddetto “grasso bruno”, che consente di generare calore, senza indurre i classici brividi corporei: per questo motivo, il clenbuterolo agisce, specialmente nei primi giorni di assunzione, provocando un aumento non irrilevante della temperatura corporea.

Il processo di termoregolazione, è direttamente correlato alla lipolisi tissutale, ossia alla degradazione dei grassi corporei e al conseguente dimagrimento: per questo motivo, i farmaci a base di clenbuterolo, risultano particolarmente apprezzati specialmente dai bodibuilder o da tutti coloro che lavorano nel campo della moda, per poter diminuire il proprio indice di massa grassa e fare in modo che il fisico possa snellirsi prima di una gara o di un servizio fotografico.


Clenbuterolo: effetti collaterali

Gli effetti collaterali del clenbuterolo sono davvero molteplici e per questo è assolutamente sconsigliata l’assunzione di medicinali contenenti questo principio attivo, senza aver prima consultato il proprio medico curante. Addirittura, attribuibile a questo composto chimico, è il fenomeno che in medicina viene chiamato “effetto paradosso”: esso consiste nell’insorgenza di una problematica di natura patologica, indotta dal farmaco assunto, proprio a livello degli organi che questo medicinale avrebbe dovuto curare. Infatti, a seguito dell’assunzione di Monores, sono stati registrati effetti collaterali che riguardano proprio i bronchi e le vie aeree superiori ed inferiori.

Tra gli effetti collaterali più comuni attribuibili all’assunzione di questo farmaco, vi sono inoltre patologie cardiache di variabile entità, come ad esempio la tachicardia o la cardiomegalia, che consiste nella crescita anomala e pericolosa del muscolo cardiaco; patologie psichiatriche, come ad esempio l’irritabilità e il nervosismo; patologie nervose, che comprendono fenomeni come l’emicrania o la cefalea, e infine patologie intestinali, come ad esempio la nausea.

Questo medicinale risulta inoltre assolutamente incompatibile con alcune patologie metaboliche, come il diabete mellito: l’assunzione di clenbuterolo provoca infatti un aumento notevole dei livelli di glicemia presenti a livello ematico, facendo raggiungere agli zuccheri picchi preoccupanti e potenzialmente molto pericolosi nei pazienti diabetici.

Un’altra condizione che di fatto impedisce l’assunzione di questo tipo di principio attivo consiste nella presenza, del soggetto, di patologie riguardanti l’apparato cardiocircolatorio, come cardiomiopatie, occlusioni arteriose o disturbi nel battito cardiaco come tachicardie o aritmie: l’aumento della pressione sanguigna potrebbe infatti risultare molto pericolosa per il sistema circolatorio e per tutti gli organi in esso implicati, e se questi risultassero ulteriormente compromessi si potrebbe generare una reazione a catena potenzialmente fatale per il paziente.

L’aumento della pressione sanguigna rende incompatibile l’assunzione di questo farmaco anche per tutti coloro che soffrano di glaucoma, ossia di un aumento anomalo della pressione interna dell’occhio: assumere Monores o altre tipologie di farmaco contenente clenbuterolo non farebbe alto che aggravare notevolmente la situazione, generando implicazioni patologiche che potrebbero compromettere in maniera fortemente significativa la qualità di vita del paziente.

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