Che cos’è l’ergonomia?

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L’ergonomia è lo studio scientifico delle leggi del lavoro; è una disciplina che analizza l’adattamento del lavoro all’uomo, studiando e progettando sistemi di macchine e ambienti in modo che le persone possano lavorare con comfort, efficacia e sicurezza.

ergonomia

I primi ergonomi furono antropologi, fisici, fisiologi, medici del lavoro, psicologi, esperti di biomeccanica, di ingegneria industriale e architetti che applicavano le procedure dei loro campi di provenienza allo studio del lavoro. L’obiettivo era quello di offrire principi e criteri scientificamente stabiliti per la progettazione e lo sviluppo di impianti, dispositivi, equipaggiamenti, attrezzature e apparecchiature industriali.

La destinazione d’uso di qualsiasi strumento è da sempre combinata in modo indissolubile con la facilità di apprendimento, la comodità di maneggio e la gradevolezza estetica: dall’ascia di pietra alla tastiera del computer!

 

L’International Ergonomics Association ha promosso tale definizione: “L’ergonomia è quella disciplina scientifica che studia l’interazione fra l’uomo e gli altri elementi di un sistema, e applica teorie, principi, dati e metodi al progetto al fine di ottimizzare il benessere dell’uomo e la prestazione dell’intero sistema.”

ergonomia multidisciplinare


L’antropometria

Questa disciplina si basa principalmente sull’antropometria.

L’antropometria è intesa come l’insieme delle tecniche sistematicamente adottate per misurare e compiere, nel modo più ripetibile e scientificamente corretto, osservazioni oggettive sulla forma fisica dell’uomo.

La conoscenza della struttura fisica umana, in altre parole dell’antropometria statica, permette di progettare:

  • piani, sedili, spazi di lavoro;
  • equipaggiamenti personali (tute, caschi, ecc.);
  • utensili e attrezzature (forma, dimensioni, peso, agibilità);
  • organi di comando e di controllo di macchine complesse.

Invece, l’antropometria dinamica, rileva le misure nel corso dei movimenti per fornire al progettista di macchine ed impianti preziose indicazioni su:

  • posizioni degli arti e relative angolazioni, che consentono i maggiori sforzi naturali;
  • relazioni fra apparati muscolari e sforzi più o meno intensivi, più o meno rapidi;
  • sensibilità e risposta a diversi segnali.

I dati antropometrici sono di vitale importanza per la progettazione di macchinari come ad esempio gli interni delle vetture (per stabilire la corretta posizione del volante, del sedile, della leva cambio, della pedaliera rispetto all’automobilista , ecc…)

 

Gli altri due parametri fondamentali per la ricerca ergonomica sono l’ambiente e la biomeccanica.

 

Per quanto riguarda l’ambiente è necessario studiare diversi aspetti che posso modificare il lavoro ergonomico quali:

  • Microclima
  • Illuminazione
  • Qualità dell’aria
  • Rumore
  • Vibrazioni
  • Agenti chimici, fisici e biologici

 

La biomeccanica invece si occupa dello studio delle conseguenze di un carico o dello sforzo fisico sul sistema muscolo scheletrico.

Per la sua evoluzione strutturale, l’uomo, ha dovuto accettare da sempre dei compromessi di ordine biomeccanico. Ed è così che da quadrupedi, siamo divenuti bipedi; quindi più abili nell’interagire con il mondo circostante, avendo due arti liberi per l’esplorazione.

La struttura del nostro corpo è stata “progettata” per camminare, stare in piedi, correre e stare a riposo, sdraiati o accucciati. Sicuramente non siamo stati “creati” per trascorrere, ad esempio, otto ore seduti su una sedia davanti al computer, invenzione che ha avuto un’evoluzione rapidissima, se paragonata a quella lenta dell’uomo.

La posizione seduta può essere un problema se mantenuta per parecchie ore al giorno. In questo campo perciò lo studio biomeccanico riveste enorme importanza. Inoltre, la sempre più diffusa digitalizzazione dei servizi ha fatto sì che tutte quelle “operazioni” per le quali era necessario spostarsi (come ad esempio fare la fila in banca), possono essere oggi svolte direttamente da casa, comodamente seduti davanti al nostro pc.

Questo ci fa capire l’estrema attualità del problema e dello studio biomeccanico di tali posture, in modo tale da trovare strategie e poter quindi proporre agli individui soluzioni ergonomiche che possano migliorare questa situazione “socio-biomeccanica” sfavorevole.