Caviglia bloccata: cosa fare?

Una caviglia bloccata e rigida può essere un problematica comune che ha conseguenze nell'esecuzione di esercizi in palestra. Andiamo a vedere come risolverla.

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Una delle problematiche maggiormente riscontrabili in palestra, durante l’esecuzione di alcuni esercizi come lo squat, è la presenza di una rigidità di caviglia. Una caviglia bloccata non consente infatti una corretta esecuzione di alcuni pattern di movimento come la deambulazione e lo squat. Una caviglia rigida è anche uno dei maggiori fattori di rischio di andare incontro a distorsioni della caviglia. E’ quindi importante andare a lavorare su questa problematica per migliorare l’esecuzione di alcuni esercizi come lo squat o ridurre il rischio di distorsioni nei runner.


Perchè ho la caviglia rigida?

Una caviglia rigida può essere dovuta a vari fattori, due in particolare comprendono la presenza di una rigidità articolare o la presenza di retrazioni muscolari al muscolo tricipite surale.

Una rigidità articolare coinvolge spesso la capsula articolare e può essere conseguenza di una lunga immobilizzazione come in seguito ad una frattura o pregresse distorsioni.

La presenza di retrazioni muscolari può avere varie cause ed in questo caso una ridotta capacità di allungamento dei muscoli del polpaccio ostacola la flessione dorsale della caviglia. Una caviglia è bloccata infatti soprattutto in dorsiflessione, che è il movimento con cui portiamo il “collo” del piede verso la tibia. Il movimento opposto, la plantiflessione, di solito non riscontra le stesse problematiche. In questo caso l’aver mantenuto la caviglia bloccata per molto tempo può contribuire alla retrazione dei muscoli posteriori del polpaccio.

E’ importante ricordarsi che il muscolo tricipite surale è composto da soleo e gastrocnemio, il primo è monoarticolare mentre il secondo biarticolare. Di conseguenza, quando andremo a vedere gli esercizi per l’allungamento del gastrocnemio c’è da considerare la posizione di ginocchio, poichè il gastrocnemio va ad agire anche sulla flessione di ginocchio.

Anatomia del tricipite surale, con gastrocnemio e soleo.

Come valutare la caviglia bloccata?

Uno dei test principali per valutare una rigidità di caviglia è il Lunge Test.

Il test consiste nel mettersi di fronte ad un muro con le punte dei piedi distanti circa 8-10 cm dal muro e piegando le ginocchia, andare a toccare il muro senza sollevare i talloni. A ginocchio flesso è fisiologica una dorsiflessione di circa 20° che si riducono a 10-15 con ginocchio esteso, a causa dell’allungamento del gastrocnemio.

Esecuzione del Lunge Test con l’utilizzo di un inclinometro.

Possiamo però farci una prima idea della capacità di movimento nell’esecuzione di uno squat, dove il soggetto probabilmente alzerà le caviglie quando va in accovacciamento. Per prima cosa c’è da capire se è semplicemente un problema di controllo motorio ed è importante dare quindi il giusto feedback alla persona, meglio un focus attentivo esterno che interno. Per esempio “immagina di sederti sulla panca che hai dietro, toccala col sedere e risali” piuttosto che farla concentrare sui movimenti del proprio corpo. Se continua ad esserci il problema, possiamo valutarlo poi con il Lunge Test.


Come migliorare la mobilità di una caviglia rigida?

Quello che sembra emergere oggi dalla letteratura scientifica è che lo stretching statico sembra essere l’arma più importante da utilizzare per aumentare la mobilità di caviglia in dorsiflessione. La rilevanza clinica di manipolazione di caviglia è sconosciuta mentre possono essere utili mobilizzazioni artrocinematiche o in movimento. Per queste due è possibile affidarsi ad un fisioterapista specializzato in disordini muscolo-scheletrici e terapia manuale. Per lo stretching andiamo a vedere due esercizi semplici, uno soprattutto per l’allungamento del gastrocnemio ed uno del soleo.

Sulla sinistra allungamento del soleo mentre sulla destra l’allungamento del gastrocnemio.

Riprendiamo per un attimo l’anatomia del tricipite surale, che ha due componenti, il soleo e gastrocnemio. Entrambi vanno a concludersi nel tallone attraverso il tendine d’achille ma mentre il soleo si inserisce posteriormente sulla tibia, il gastrocnemio sale fino a sopra il ginocchio, contribuendo alla flessione dello stesso.

Di conseguenza se portiamo in allungamento il polpaccio attraverso una flessione dorsale con ginocchio esteso (immagine di destra) tutto il tricipite surale sarà in allungamento mentre se vogliamo concentrare l’allungamento sul soleo (immagine a sinistra) pieghiamo il ginocchio in modo da detendere la il gastrocnemio, In quest’ultimo caso, infatti solo il soleo sarà infatti in allungamento.

Mobilizzazione in movimento di caviglia rigida

Se invece parliamo di mobilizzazioni in movimento (MWM), queste nella teoria vanno ad agire sui micro-movimenti accessori di scivolamento e rotolamento. In realtà i movimenti accessori in carico sembrano essere nulli (Watanabe, 2009), di conseguenza questi tipi di esercizi sembrerebbero sopravvalutati. Quello che però emerge invece da uno studio di Vincenzino (2006) è che le MWM in carico permettono di ottenere un incremento immediato di movimento in dorsiflessione pressoché identico alle MWM in scarico. Quindi probabilmente l’effetto ottenuto sia dalle MWM che dall’esercizio non si basa solo su principi biomeccanici. In conclusione quindi, anche le MWM in carico potrebbero avere la propria utilità.


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