Capacità coordinative e condizionali

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Le capacità coordinative sono qualità motorie molto complesse (psico-motorie), che rappresentano un ruolo essenziale nello sviluppo fisico armonioso e implicitamente nel raggiungimento degli obiettivi di allenamento e competizione. Sono inoltre essenziali nell’apprendimento di nuovi movimenti, e nell’adattamento di un movimento a diversi stimoli e condizioni.

Le fasi migliori per l’apprendimento e lo sviluppo delle capacità coordinative sono l’infanzia, la pubertà e l’adolescenza. A 6-7 anni sono ben sviluppate mobilità articolare e resistenza muscolare (locale) ed è dunque possibile l’assimilazione di un gran numero di abilità motorie che fondano lo sviluppo delle capacità coordinative tra i 6-11 anni. Questo è il periodo di età più importante per l’acquisizione di nuove abilità motorie, che appaiono in modo integrativo combinando i movimenti noti con quelli nuovi.

Le capacità coordinative si dividono in capacità condizionali, capacità generali e capacità specifiche. Andiamole ad analizzare insieme.

Capacità coordinative condizionali

Le capacità coordinative condizionali includono la forza, la velocità, la flessibilità e la resistenza. Si basano sull’efficienza metabolica muscolare e dei vari sistemi (nervoso, respiratorio e cardio-vascolare). I fattori limitanti delle capacità condizionali sono correlati alla quantità di energia disponibile nel muscolo e ai meccanismi che regolano il flusso di energia (enzimi), la velocità e la forza di contrazione e il numero di unità motorie coinvolte nell’attività.


Capacità coordinative generali

Le capacità coordinative generali sono suddivise in; 

  • capacità di apprendimento motorio, ossia quando si impara un nuovo movimento
  • capacità di controllo motorio, durante la quale si capisce come controllare il movimento appreso
  • capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti, dove si possiede l’abilità di gestire il movimento e adattarlo a seconda delle diverse esigenze.

Capacità coordinative specifiche 

Queste si suddividono in:

  • La capacità di combinare diversi movimenti: essa ha il ruolo di stabilire la connessione tra le capacità motorie automatiche. 
  • La capacità di orientamento spazio-temporale: consente il cambiamento delle posizioni e del movimento del corpo nello spazio e nel tempo, rispetto a un determinato campo d’azione. Si possono identificare due forme di orientamento: in relazione a oggetti in condizione di staticità e in relazione a oggetti in movimento. Tale capacità è molto importante soprattutto negli sport di squadra in cui lo sportivo deve continuamente adeguare le esecuzioni in base ai suoi compagni di squadra e avversari.
  • La capacità di essere in equilibrio: permette di mantenere il corpo in una posizione stabile o riequilibrarlo, dopo movimenti e sollecitazioni esterne.
  • La capacità di reazione: assicura risposte motorie rapide a stimoli diversi.
  • Il senso di ritmo: rappresenta la capacità di un individuo di organizzare nel tempo e nello spazio esecuzioni motorie.
  • La capacità di trasformazione del movimento: rappresenta la capacità di adattare o modificare il programma motorio di una determinata azione in corso, a seconda delle trasformazioni imprevedibili della situazione. È strettamente correlata alla capacità di reazione e orientamento. Un esempio, è il caso di un calciatore che sta per tirare verso la porta, ma un avversario entrando in scivolata, costringe il calciatore a fintare il tiro prima di eseguirlo.
  • La capacità di differenziazione cinestesica: consente un controllo uniforme, dei parametri dinamici, temporali e spaziali del movimento, valutando le informazioni in arrivo per una esecuzione migliore del movimento. Interviene in maniera importante in tutti gli sport che implicano l’assunzione di una posa o di tutti gli esercizi oggetto di una valutazione a livello estetico, per la precisione ed eleganza con cui si esegue il movimento, come avviene nella ginnastica artistica.

Fattori influenzanti le capacità coordinative e condizionali

I fattori che influenzano le capacità coordinative possono essere di natura biologica, motoria o psicologica. Per quanto riguarda i fattori di origine biologica, si menzionano i seguenti:

  • La capacità di alternare velocemente i processi di eccitazione e inibizione della corteccia cerebrale.
  • La velocità di trasmissione degli impulsi nervosi, sia quelli afferenti che efferenti.
  • La qualità funzionale dei sensi (vista, udito, tatto, cinestesia…).
  • la qualità dell’innervazione muscolare (la capacità del muscolo di ricevere rapidamente l’eccitazione), che determina la contrazione e quindi il rilassamento.
  • il valore delle fonti di energia esistenti nel corpo, specialmente a il livello dei muscoli.

Dal gruppo di fattori di origine motoria troviamo il livello di sviluppo delle altre qualità motorie (velocità, forza, resistenza, mobilità) e delle loro combinazioni e la capacità di anticipazione di un successivo svolgimento del movimento e il corretto utilizzo dei processi tecnici noti.

Tra i fattori psicologici invece, è importante il ruolo della memoria a breve e lungo termine e la capacità di elaborare rapidamente dei processi, in maniera anche particolarmente creativa.


Conclusione

L’importanza delle capacità coordinative ha acquisito una maggiore partecipazione al processo di pratica, con l’espansione dell’allenamento dei giovani in diverse specialità sportive sin dai primi anni di vita, diventando un obiettivo prioritario per la prima fase dell’allenamento.

Le capacità coordinative sono quindi fondamentali poiché:

  • influenzano in larga misura l’apprendimento e il miglioramento di nuovi atti motori e la loro stabilità nel tempo
  • favoriscono l’esecuzione efficiente di atti e azioni motori in varie condizioni
  • determinano l’esecuzione di movimenti in condizioni ottimali di ritmo e tempo
  • favoriscono lo sfruttamento superiore delle altre qualità motorie, come ad esempio movimenti più complessi 

Gli esercizi volti a migliorare le capacità coordinative dovranno avere un alto grado di difficoltà, anche nelle prime fasi dell’apprendimento; man mano che il soggetto si abitua agli esercizi e li esegue bene, la difficoltà dell’esercizio sarà aumentata, cambiando le esigenze relative alla precisione del movimento, alla coordinazione e alle sue componenti e alla spontaneità del cambiamento di situazione.


Bibliografia 

Bogdan-Marius, G., & Gramatopol, G. The role of the coordinative capacities in the formative stage of football practice.

Marin, F. (2010). Training strategies specific to the physical education used in order to develop the coordinative capacities-equilibrium. Journal Of Physical Education & Sport/Citius Altius Fortius, 26.1.

Marin, F. (2012). The conditional motor capacities–resistance and force durint the university physical education class. ovidius university annals, series physical education & sport/science, movement & health, 12(2).

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