Bandelletta ileo tibiale: anatomia e biomeccanica

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La bandelletta ileo tibiale è una delle parti più importanti che costituisce la parte laterale della coscia. Molti atleti appassionati di corsa e ciclismo probabilmente almeno una volta nella loro vita avranno sentito parlare di bandelletta ileotibiale (o ileo tibiale), anche detta banderella ileotibiale. 

Questo tratto di tessuto connettivo che attraversa la lateralmente la coscia è spesso protagonista di dolori accusati nella sua parte distale, nella parte esterna del ginocchio: stiamo parlando della famosa sindrome della bandelletta ileotibiale

In questo articolo andremo ad approfondire anatomia, allenamento ed aspetti clinici relativi a questa particolare struttura.

Bandelletta ileo tibiale: cos’è?

La bandaelletta ileotibiale (ITB, Iliotibial Band) è la continuazione tendinea del tensore della fascia lata, del medio gluteo e del grande gluteo. Attraversa superficialmente il vasto laterale e si inserisce sul tubercolo di Gerdy del piatto tibiale laterale e parzialmente sulla cresta sopracondiloidea del femore laterale. 

A ginocchio esteso la parte distale della bandelletta si pone anteriormente al condilo laterale del femore, dunque funge da estensore. Invece, a ginocchio flesso di circa 30°, si pone posteriormente al condilo femorale e dunque funge da flessore. È proprio a circa 30° di flessione di ginocchio

Sindrome della bandelletta ileotibiale 

La sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS, Iliotibial Band Syndrome, anche detta Iliotibial Band Friction Syndrome) è stata identificata per la prima volta nei marines americani, nel 1975, e da allora è stata diagnosticata frequentemente in diversi sportivi quali corridori, ciclisti, sciatori e giocatori di sport di squadra quali basket e calcio, ad esempio. Può essere vista come una sindrome da sovraccarico, come spesso accade per esempio nelle tendinopatie.

Sindrome della bandelletta ileotibiale: Eziologia

L’eziologia della sindrome della bandelletta ileotibiale non è sempre chiara, anzi spesso è multifattoriale. Una causa potrebbe essere il continuo attrito della parte distale dell’ITB sul condilo laterale del femore durante cicli continui di flesso estensione del ginocchio (come nella corsa e nel passo). 

Studi istologici supportano invece l’idea che vi sia una presenza tra la parte distale della bandelletta ileotibiale e del condilo laterale di un cuscino adiposo altamente innervato il quale sarebbe la fonte di dolore ed infiammazione. 

Un’altra teoria invece individua come causa del dolore una borsa, situata sempre tra parte distale della bandelletta ed il condilo, che si infiammerebbe proprio a causa della continua frizione su di essa.

Il dolore spesso è riferito durante la pratica di attività fisica ma con il progredire della problematica è comune che il paziente lo percepisca anche a riposo.

Alcuni fattori di rischio contribuenti possono essere la corsa su superfici inclinate o irregolari, come la corsa in collina, debolezza dei muscoli abduttori dell’anca, varismo di ginocchio e ginocchio recurvato, piede piatto o cavo ed esercizi svolti con tecnica errata o elevati aumenti dei carichi e dell’intensità dell’allenamento.

Sindrome della bandelletta ileotibiale: Diagnosi

La diagnosi per la sindrome della bandelletta eseguita dal medico è prevalentemente di tipo clinico. Test di palpazione, esame anatomico del ginocchio su più piani ed anamnesi della storia recente del soggetto sono utili per diagnosticare la presenza della ITBS.

L’imaging radiografico può essere utile nella diagnosi differenziale per escludere la presenza di fratture o artrosi.

Sindrome della bandelletta ileotibiale: cura

Generalmente in un periodo di 6-8 settimane dalla diagnosi, con la corretta terapia sarà possibile ritornare ad allenarsi tranquillamente. Come rimedi iniziali, in fase di dolore acuto, l’astensione dall’esercizio, l’utilizzo di farmaci antinfiammatori e la crioterapia possono essere utili. Successivamente quando il dolore è scomparso, anche alla pressione, è necessario lavorare con esercizi di rilascio miofasciale per la banda, potenziando i muscoli abduttori e migliorando la tecnica di movimento sport specifica del soggetto. 

Il ritorno allo sport dovrà essere attentamente gestito, sarà necessario utilizzare nuove calzature in caso le precedenti risultassero troppo usurate o inadatte, e sarà cruciale gestire il carico in modo crescente, partendo per esempio dalla corsa sul piano e passando poi a quella in pendenza.

L’operazione chirurgica sarà necessaria solo nei casi refrattari, dove il dolore perdura per più di 6 mesi anche con la terapia non operatoria.

Bandelletta ileo tibiale: serve allenarla?

Come già accennato, la bandelletta ileotibiale non è un muscolo ma un tendine, una prosecuzione fasciale composta da tessuto connettivo fibroso di più muscoli, tra cui il tensore della fascia lata, il grande ed il medio gluteo. Ripassiamo quali sono le funzioni di questi muscoli.

Il tensore della fascia lata origina dalle spine iliache antero superiori e si inserisce a livello del condilo laterale della tibia e lateralmente sulla rotula. Partecipa come flessore, abduttore ed intrarotatore di anca. Si attiva insieme ai glutei durante il ciclo del passo e si attiva quando si è seduti senza schienale per far sì che non ci si sbilanci all’indietro.

Una sua possibile retrazione può provocare alterazioni della biomeccanica dell’anca, predisponendo anche al dolore al ginocchio, e può essere rilevata tramite l’esecuzione di test quali il Test di Ober e di Thomas modificato. Il Test di Noble può invece indagare se vi è un’infiammazione distale della bandelletta, tramite compressione. 

Il grande gluteo agisce principalmente come estensore e extraruotatore di anca, il medio gluteo partecipa principalmente come abduttore e con i suoi fasci anteriori come intrarotatore, con i suoi fasci posteriori come extrarotatore.

Possiamo quindi notare come questi muscoli abbiano funzioni agoniste ed antagoniste tra di loro; inoltre partecipano alla stabilità di ginocchio in camminata, corsa e nei gesti con appoggio monopodalico proprio a causa del decorso della ITB.

Dunque, parlando di allenamento quello che si potrà fare è:

  1. Allenare i muscoli appena citati per migliorare la stabilità di ginocchio ed il controllo dell’anca (ricordiamo che la debolezza degli abduttori, come il medio gluteo, può essere fattore predisponente alla sindrome della bandelletta ileotibiale). 
  2. Aumentare la flessibilità del tensore della fascia lata nel caso risultasse rigido per prevenire maggiormente problematiche dovute ad alterazioni posturali. Anche l’utilizzo del foam roller può risultare utile.

Bandelletta ileotibiale: esercizi

Alcuni degli esercizi utili a riguardo sono:

  • Affondi sagittali
  • Step su rialzo
  • Clamshell 
  • Side bridge (o plank laterale) con eventuale abduzione dell’arto inferiore non in appoggio

Il grande gluteo è un muscolo forte e di grosse dimensioni, il suo allenamento richiederà quindi l’utilizzo di esercizi a ripetizioni medio-basse e carichi elevati, per esempio superiori al 70-75% del 1RM.

Medio gluteo e tensore della fascia lata invece saranno interessati come muscoli sinergici e stabilizzatori durante gli esercizi multi articolari, specialmente se su appoggio singolo (mono podalico), come negli step. Il loro maggior coinvolgimento può essere anche favorito con l’utilizzo di una banda elastica posta sopra il ginocchio durante esercizi come gli squat ed i clamshell.

Per allungare la bandelletta ileo tibiale è possibile fare uno stretching statico in extrarotazione, estensione e adduzione di anca porterà la bandelletta ileo tibiale ad allungarsi. Saranno quindi utili posizioni come:

  • Inclinazione laterale del busto a gambe incrociate
  • Flessione in avanti del busto con gambe incrociate
  • Torsione e mezza torsione del busto (yoga) con gomito appoggiato su parte laterale del ginocchio controlaterale
  • Flessione del ginocchio con mano che traziona la caviglia verso i glutei da decubiti laterali
  • Utilizzo del foam roller per il rilascio miofasciale

Conclusione

Abbiamo in questo articolo compreso cosa sia la bandelletta ileotibiale, quali muscoli siano collegati ad essa a livello strutturale e funzionale e quali possono essere cause e rimedi della famosa sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS). Riassumendo, possiamo affermare che:

  • La bandelletta, nella sua porzione distale, è maggiormente sottoposta a stress e sovraccarico nelle attività come corsa su piani irregolari, attività su lunghe distanze e sport di squadra svolti prevalentemente correndo
  • Alcuni fattori predisponenti la comparsa di dolore nella ITBS possono essere abduttori di anca deboli, tensore della fascia lata e ileopsoas retratti, dismorfismi o paradismorfismi dell’arto inferiore, scarpe usurate ed inadatte, carichi di allenamento mal gestiti, postura della corsa disfunzionale
  • La terapia prevede principalmente riposo e crioterapia con eventuale ausilio di farmaci antinfiammatori, e successivo lavoro sul rinforzo muscolare e lo stretching
  • Per quanto concerne l’allenamento ha poco senso pensare di allenare direttamente la bandelletta o il tensore della fascia lata. Ha più senso focalizzarsi su esercizi di natura preventiva che mirino a rinforzare gli abduttori, migliorando anche la stabilità nei gesti come balzi e corsa (clamshell, squat con banda elastica, side bridge ed esercizi monopodalici) ed a rendere mobile l’anca in estensione, allungando quindi tensore della fascia lata ed ileopsoas
  • Importante gestire in modo progressivo i carichi di lavoro ed il chilometraggio negli sport su lunghe distanze, considerando la cinematica del proprio gesto, come può essere la corsa, e le calzature utilizzate

Bibliografia 

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