Allenamento in soggetti con ipogonadismo primitivo severo

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Finora molto si è scritto riguardo sport e ormoni, ma in letteratura abbiamo ancora molte poche informazioni riguardo all’utilizzo dello sport come ‘’cura’’ di determinati stati clinici o come coadiuvante di terapie mediche.

Partiamo col descrivere il titolo della mia tesi: ‘’DALL’OSSERVAZIONE DI UN CASO CLINICO ALLO SVILUPPO DI UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO IN SOGGETTI CON IPOGONADISMO PRIMITIVO SEVERO’’.  Si descrive come ipogonadismo primitivo severo la condizione clinica in cui le gonadi maschili, i testicoli, non riescono più a produrre un livello fisiologico di testosterone e di spermatozoi. L’ipogonadismo può essere primario, dove, come nel caso preso in esame, il danno riguarda l’ultima tappa dell’asse di produzione ormonale: i testicoli appunto. Mentre si definisce ipogonadismo secondario il caso clinico in cui si venga a verificare un errore lungo l’asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi.

Chi soffre di Ipogonadismo? Molta più gente di quanto si creda. L’incidenza maggiore è stata riscontrata in soggetti anziani oltre i 70 anni, in soggetti obesi, in soggetti che fanno abuso di alcool, in soggetti che hanno contratto infezioni sessuali in modo ricorrente, oppure  a seguito di danni testicolari provocati da cancro o chemio/radio terapie.

I sintomi associati all’ipogonadismo sono diminuzione della libido, riduzione della massa magra ed aumento della grassa, diminuzione della densità minerale ossea, decremento della vitalità e depressione. La diagnosi viene fatta a seguito di prelievi ormonali: Le diverse associazioni di andrologi fissano il limite minimo di testosterone totale tra 200 ng/dl e 300 ng/dl.

Ad oggi le terapie sostitutive più utilizzate sono:

  • iniezioni intra-muscolari;
  • cerotti trans dermici;
  • gel trans dermici;
  • capsule orali;
  • dispositivi sottocutanei.

Tra queste alternative convenzionali non figura un potente insospettabile mezzo: l’attività fisica. La mia ricerca nasce da un dubbio: può l’attività fisica sostituire una terapia sostitutiva? Se si, quale tipo in particolare?


Case Report

Il paziente preso in esame (maschio, 44 anni, 105 kg, 185 cm, BMI 30.6) viene sottoposto ad un intervento di orchifunicolectomia (asportazione del testicolo) a seguito di diagnosi di seminoma (tumore alle cellule germinali del testicolo). La terapia prevede chemioterapia e radioterapia sul testicolo residuo tra il 2012 ed il 2015. Nell’Aprile 2015 le analisi rivelano livelli ormonali molto bassi, segno che il testicolo residuo ha subito danni strutturali e funzionali:

FSH  17.5  mUI/mL (uomini 13-70 anni 0.9-18.0 mUI/mL)

LH  3.8   mUI/mL ( uomini 20-70 anni 1.5-9.3 mUI/mL)

TESTOSTERONE  2.17  ng/ml ( uomini 20-49 anni 2.70-17.30 ng/mL)


Evoluzione Post-Terapia

Il soggetto visibilmente in sovrappeso viene avviato all’attività fisica in palestra. L’esercizio viene somministrato con durata ed intensità progressiva e prevede:

  • 20’ di attività aerobica sul treadmill cercando di coprire una distanza via via maggiore nel tempo stabilito.
  • Esercizi di core stability: plank, side plank.
  • Esercizi multi-articolari  con i pesi: distensioni con bilanciere su panca piana, squat con bilanciere, leg press, affondi, trazioni alla lat machine.
  • Esercizi mono-articolari: croci con manubri, curl bilanciere, french press con manubri.

Gli esami ormonali vengono ripetuti ogni sei mesi circa, ed ogni volta si riscontra un miglioramento dei valori. Di seguito riporto i valori di Gennaio 2016:

  • FSH  19.3  mUI/ml (uomini 13-70 anni 0.9-18.0 mUI/mL)
  • LH  5.5  mUI/mL ( uomini 20-70 anni 1.5-9.3 mUI/mL)
  • TESTOSTERONE  3.65  ng/mL ( uomini 20-49 anni 2.70-17.30 ng/mL)

Dopo 9 mesi di attività sportiva unita ad un’ alimentazione più ordinata il soggetto passa da un peso di 105 kg (BMI 30.6) a 92 kg (BMI 26.8). Inoltre otteniamo un miglioramento del 68.2% nei livelli di Testosterone, del 9.32% nei livelli di FSH, e del 30.9% nei livelli di LH.

A questo punto i dubbi si fanno meno fitti e la risposta sembra essere a portata di mano: lo sport ha influito positivamente sulle concentrazioni in cronico di testosterone senza affidarsi a nessun tipo di terapia sostitutiva. Ma quali tecniche di allenamento hanno influito di più?

Dagli studi presi in esame su PubMed è emerso che esercizi anaerobici  che coinvolgano grossi gruppi muscolari, eseguiti con un alto numero di ripetizioni mantenendo il carico  costante (intorno al 75% 1RM) con  tempi di recupero relativamente brevi ( 1’-2’) inducono i migliori effetti sulle concentrazioni ormonali in acuto.

Per quanto riguarda l’attività aerobica si distinguono due metodi: il lavoro intervallato ad alta intensità (HIIT) e quello ad equilibrio metabolico (steady-state). Tra i due, quello che ha fatto rilevare migliori risultati riguardo gli adattamenti del sistema neuro-endocrino è il primo, poiché le fasi di lavoro ad alta intensità (fattore essenziale per la risposta di testosterone in acuto) producono il giusto stimolo allenante.

Dal punto di vista alimentare gli studi evidenziano come una dieta con prevalenza di glucidi abbia una miglior influenza sui valori degli ormoni steroidei.


Proposta di programma di attività fisica per soggetti con ipogonadismo

Sulla base dei risultati delle ricerche sono arrivato al punto di poter proporre un programma mirato di attività fisica, che si ponga l’obiettivo di coadiuvare le consulenze di endocrinologi,oncologi e dietisti per il trattamento dell’Ipogonadismo.

Si valuterà innanzitutto lo stato generale del soggetto: anzianità di allenamento, numero di sedute settimanali, durata allenamento, tipologia di esercizi da proporre a seguito di test (Vo2 max, mobilità, forza massimale).

La scheda di allenamento per un soggetto principiante sarà cosi composta:


Seduta 1

  • 5’ riscaldamento su cicloergometropanca piana

  • Distensioni con bilanciere su panca piana  4 x 10 recupero 1’ (esercizio multi- articolare, considerato uno dei fondamentali per lo sviluppo della parte alta in quanto allena i principali muscoli di spinta tra cui gran pettorale, deltoidi, tricipiti brachiali.)

lat machine

  • Trazioni alla Lat machine 4 x 10 recupero 1’ ( esercizio multi- articolare, considerato uno dei fondamentali per lo sviluppo di gran dorsale, bicipiti brachiali, trapezio.)

  • squatSquat 4 x 10 recupero 1’ (esercizio multi- articolare, considerato uno tra i migliori esercizi in assoluto in quanto coinvolge un altissimo numero di muscoli, di conseguenza ha un forte impatto a livello ormonale. Di fatto viene consigliato per lo sviluppo degli arti inferiori in quanto i muscoli maggiormente coinvolti sono grande gluteo, quadricipiti, ischio crurali, tricipite della sura).

  • 20’ Defaticamento aerobico con intensità 65-80% della Fc max.

Seduta 2

  • 5’ riscaldamento su cicloergometro

  • Distensioni sopra la testa in piedi con bilanciere 4 x 10 recupero 1’ (effetto simile alle distensioni su panca piana)

  • Stacco da terra  4 x 10 recupero 1’ (altro esercizio multi articolare e fondamentale in quanto coinvolge quasi la totalità dei muscoli scheletrici nel movimento di estensione del rachide).

  • Affondi  4 x 10 ripetizioni per gamba recupero 1’             (esercizio fondamentale per gli arti inferiori che migliora anche la propriocezione e quindi l’equilibrio del soggetto).

  • 20’ Defaticamento aerobico con intensità 65-80% della Fc max.

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