10 consigli per combattere il mal di schiena

Gli ultimi studi sulla lombalgia hanno dimostrato come il mal di schiena sia trattato generalmente in modo sbagliato. Le radiografie, risonanze magnetiche, TAC, interventi chirurgici, l’utilizzo di antidolorifici sono sempre più scoraggiati dalle evidenze scientifiche. I pazienti sono sempre più delusi dal trattamento che viene loro offerto e dall’eccessiva dipendenza dagli esami strumentali. Ciò significa che i pazienti pretendono approcci più sensati e più sicuri.

Questi sono i risultati di una nuova serie di articoli pubblicati da un team di ricercatori internazionali sulla rivista medico-scientifica The Lancet. I ricercatori hanno chiesto di smettere di utilizzare modelli di cura obsoleti e terapie inutili e potenzialmente dannose per la lombalgia.

L’evidenza suggerisce infatti che il mal di schiena dovrebbe essere gestito in primo luogo con un intervento mirato alla rassicurazione del pazienti e con il consiglio di mantenersi attivi e rimanere al lavoro. Tuttavia, in pratica un’alta percentuale di pazienti in tutto il mondo viene trattato nei reparti di emergenza, incoraggiati a riposare e smettere di lavorare e comunemente indicati per esami strumentali o interventi chirurgici, o antidolorifici tra cui gli oppioidi, che sono invece scoraggiati per il trattamento della lombalgia. Per questo vi proponiamo 10 consigli per combattere e migliorare il vostro mal di schiena.


1. La lombalgia non è una patologia grave e la maggior parte degli episodi si risolve velocemente.

Un episodio di lombalgia può essere molto doloroso e di conseguenza farci preoccupare, pensando che la schiena abbia avuto dei danni importanti. Ma mentre il dolore può essere terribile, la stragrande maggioranza delle lombalgie deve essere considerata parte della normale vita quotidiana. Come il comune raffreddore, a un certo punto quasi tutti sperimenteremo un episodio di lombalgia, che segue il proprio corso, risolvendosi abbastanza rapidamente e spontaneamente, spesso senza la necessità di vedere un fisioterapista per il trattamento. Il 99% dei dolori alla schiena, infatti, non è causato da patologie serie.

Vale la pena inoltre sapere che per la maggior parte delle persone, la lombalgia è una condizione che va e viene per tutta la vita. Ciò significa che dopo un primo episodio di lombalgia dovremmo aspettarci o non essere sorpresi di avere episodi ricorrenti o periodi di dolore. Lo ribadiamo di nuovo, episodi che raramente sono dovuti a problematiche serie. Pertanto, credere di poter prevenire ogni ricaduta di mal di schiena dopo il primo episodio, e trovare una cura definitiva completa, ci porterà a ricevere un sacco di delusioni e a farci perdere le speranze. Sarebbe come pensare che si debba o si possa prevenire per sempre ogni episodio di stanchezza, mal di testa, bruciore di stomaco o umore basso (cose che tutti noi viviamo).

Queste condizioni sono problematiche, e sono spesso ricorrenti, quindi dobbiamo avere una diversa comprensione dei termini “recupero” e “buona salute”. Dobbiamo stare attenti a non medicalizzare le esperienze di vita normale e capire che la buona salute NON è l’assenza di sintomi; se così fosse allora nessuno di noi potrebbe essere considerato sano!

Avvicinarsi a un episodio di lombalgia con una mentalità positiva, aspettandoci di migliorare ad ogni episodio e tornare a vivere il prima possibile, è una buona strategia.

Individuare i fattori scatenanti (come ad esempio lo stress) e trovare i modi per affrontarli potrebbe essere un’altra buona strategia.


2. Evitare il riposo a letto in quanto peggiora i risultati.

Sfortunatamente il riposo a letto ed il riposo prolungato sono ancora comunemente prescritti per la lombalgia. Tuttavia, ora sappiamo che le persone con lombalgia che rimangono attive (anche quando hanno dolore), hanno dei risultati migliori a lungo termine. Più a lungo una persona rimane a letto, peggiori saranno il dolore percepito e la capacità di svolgere il proprio lavoro.


3. Rimanere attivi e tornare a fare le proprie attività e gli hobby il prima possibile

Questo può sembrare uno strano consiglio in quanto spesso il movimento è l’ultima cosa che una persona con mal di schiena vuol fare, quando tutti i movimenti risultano essere spesso dolorosi. Questo è comprensibile, ma la chiave sta nel trovare l’equilibrio tra il non riposarsi completamente e lasciare che la lombalgia si stabilizzi. E’ necessario attuare delle strategie ed eliminare o modificare alcune attività dolorose (ad esempio il sollevamento di pesi) solamente per alcuni giorni, per poi riprenderle gradualmente. Tuttavia, diventa fondamentale non attendere che tutto il dolore scompaia prima di iniziare a muoversi. In poche parole, è necessario non riposarsi completamente e cercare di rimanere attivi il più possibile.

Superata la prima fase acuta, le evidenze dimostrano che diventa fondamentale tornare a svolgere le proprie attività ed i propri hobby, anche attività fisiche ad alto impatto o che comportano la flessione, la torsione della schiena o il sollevamento di pesi. Attività che potrebbero essere state il fattore scatenante della lombalgia ma che è importante tornare gradualmente a fare ed a non evitarle.


4. Continuare a lavorare, o tornare al lavoro il più velocemente possibile

Sfortunatamente la sospensione dal lavoro è ancora comunemente prescritta per la lombalgia. E, alla stessa maniera del consiglio sul riposo a letto, si basa sulla convinzione errata che il riposo e il recupero totale dal dolore siano necessari prima di riprendere le normali attività. In genere è una cattiva scelta mollare il lavoro con un episodio di lombalgia, probabilmente ne ritarderà il recupero.

Vale anche la pena sapere, inoltre, che un miglioramento dei livelli di dolore NON è associato al ritorno al lavoro. Infatti è la soddisfazione lavorativa, e non i livelli di dolore, correlata al ritorno sul posto di lavoro.

Le persone dovrebbero cercare di rimanere al lavoro, anche se ciò significa modificare o alterare il loro solito lavoro di routine per un certo periodo. Farà la differenza per il recupero. Si può quindi riprendere gradualmente a pieno regime nel giro di poche settimane.


5. Non abbiate fretta di fare una radiografia, una TAC o una risonanza magnetica

Molti pensano che una radiografia o una risonanza trovino la causa della loro lombalgia e portino ad un trattamento migliore. Questi esami potrebbero essere importanti se vi è il sospetto di una malattia grave (ad esempio cancro, frattura, infezione, lesione del midollo spinale). Segni e sintomi come mal di schiena con perdita di peso inspiegabile, anamnesi di cancro, cambiamenti nella funzione dell’intestino o della vescica, perdita di forza nelle gambe, intorpidimento delle gambe possono indicare una malattia grave e quindi un professionista dovrebbe richiedere un esame strumentale. Fortunatamente, ciò rappresenta solo una piccolissima percentuale di lombalgia.

Per tutti gli altri, i raggi X e le risonanze non sono indicati. Il recupero dalla lombalgia non è diverso o addirittura è leggermente peggiore in coloro che fanno una radiografia, rispetto a quelli che non la fanno. Oltre a esporre le persone a radiazioni non necessarie, i raggi X e le scansioni CT rilevano cose che sono componenti normali del processo di invecchiamento, comuni nelle persone senza lombalgia e scarsamente collegate al dolore.

Risultati comuni nei referti degli esami strumentali includono rigonfiamenti del disco, degenerazione dei dischi o delle articolazioni (artrite) e protrusioni del disco. Ciò significa che una persona può ottenere una diagnosi di cui non aveva bisogno (ad esempio rigonfiamento del disco, logorio, malattia degenerativa della colonna vertebrale, disco scivolato), che non migliorerà il recupero e non è assolutamente correlata alla lombalgia ed al dolore. Potrebbe anche aumentare la preoccupazione per il mal di schiena, portando le persone a cambiare vita mettendosi a letto sempre di più, non tornando al lavoro e ritirandosi dagli hobby. Potrebbero inoltre aumentare la possibilità che le persone ricevano trattamenti di cui non avevano bisogno, tra cui forti antidolorifici come oppioidi, iniezioni e la chirurgia.


6. Non andare al pronto soccorso.

Un episodio grave di lombalgia può essere molto doloroso, ma dovremmo resistere alla tentazione di presentarci al pronto soccorso. Al pronto soccorso non hanno infatti opzioni di trattamento migliori di quelle che possono dare il medico / farmacista / medico di base. Le persone che accedono al pronto soccorso hanno maggiori probabilità di fare esami strumentali e trattamenti farmacologici di cui non hanno bisogno. Potrebbero anche avere più possibilità di essere ricoverati in ospedale, il che significa che si riposeranno a letto, il che non è consigliabile. E occuperanno dei posti per chi ne ha realmente bisogno.


7. Non aspettatevi che i farmaci da soli siano la risposta.

Molti pensano che un forte dolore abbia bisogno di un forte antidolorifico. Nessuno dei farmaci che chiamiamo “antidolorifici” elimina effettivamente il dolore. Al massimo queste medicine ridurranno il dolore ma non lo rimuoveranno completamente; e tutti hanno molti effetti collaterali, in particolare i medicinali contenenti oppioidi. Se si devono usare dei farmaci antidolorifici, è meglio optare per un semplice farmaco da banco, poiché spesso hanno lo stesso effetto degli antidolorifici da prescrizione più potenti e meno rischi di creare danni. Soprattutto, i farmaci antidolorifici non dovrebbero essere usati come trattamento da soli (dovrebbero essere combinati con l’attività, ecc.), né come soluzione a lungo termine.

Non esistono farmaci specifici per il mal di schiena, anche se spesso lo troviamo scritto sulle scatole. Ma è facile rendersi conto che il principio attivo di questi farmaci è spesso lo stesso dei farmaci specifici per l’artrosi o le malattie reumatiche.


8. La chirurgia è raramente considerata per la lombalgia

La chirurgia è di uso limitato per la lombalgia. Ci possono essere delle situazioni in cui si hanno delle compressioni nervose che possono portare dolore, intorpidimento e mancanza di forza e sensibilità ed in questo caso la chirurgia potrebbe aiutare, ma è importante sapere la la chirurgia raramente è necessaria.

A medio e lungo termine, i risultati per la chirurgia dorsale non sono migliori degli interventi non chirurgici come l’esercizio fisico. Sfortunatamente, molte persone con lombalgia fanno degli esami strumentali troppo presto, ed invece di provare un trattamento conservativo vengono sottoposte a un intervento chirurgico (ad esempio fusione lombare).


9. La schiena è una struttura molto forte

Gran parte dei consigli e delle opinioni sulla lombalgia farebbero pensare a una persona che la propria schiena è come un bicchiere di cristallo che potrebbe rompersi facilmente, ma questo è molto lontano dalla verità. Durante un episodio di grave lombalgia, è normale che le persone pensino di sentire qualcosa fuori posto o di non essere simmetrici. Il forte spasmo che spesso accompagna un episodio di lombalgia può far sentire le persone in questo modo.

In nessun caso il mal di schiena è dovuto ad “una vertebra spostata”, ad “un disco scivolato”. Dischi, ossa, articolazioni nella parte posteriore non vanno “fuori posto” o “scivolano”, mai. I dischi sono saldamente attaccati e non possono “scivolare” via. Questi termini impropri sono spesso utilizzati da pseudo-professionisti tra cui osteopati e chiropratici che dicono alla gente che stanno rimettendo le loro ossa a posto attraverso trattamenti come le manipolazioni. Mentre il “crack” può essere piacevole, e può ridurre il dolore delle persone, qualsiasi beneficio a breve termine è dovuto ai cambiamenti nel sistema nervoso, al rilassamento muscolare, non dovuto a qualcosa di strutturale. Spesso l’unico effetto delle manipolazioni è quello placebo.

Sollevare pesi e piegarsi sono due attività spesso viste come il nemico della nostra schiena. È vero che il sollevamento di carichi pesanti in posizioni scomode aumentano il rischio d’insorgenza di lombalgia. Ma questo è molto diverso dal pensare che queste attività siano dannose per la schiena. E’ importante infatti abituare la schiena al sollevamento di pesi aumentando gradualmente i carichi, aumentando la tolleranza al sollevamento in diverse posizioni, in diverse situazioni e con diversi tipi di carichi. Vale la pena sapere che non tutti potranno alzare lo stesso, poiché tutti hanno un tipo di corpo ed una gamma di movimento diversi; quindi ciò che è efficiente e confortevole per una persona, potrebbe non essere per un’altra. Essere bravi in ​​queste attività richiede pratica.

Evitare del tutto di sollevamento di pesi non permette di allenare i muscoli della schiena ed essere pronti a delle situazioni di stress a cui spesso è sottoposta la schiena, anche cercando di evitare tutti i movimenti considerati pericolosi. Vale la pena sapere che le linee guida per la mobilizzazione manuale dei carichi in cui ogni lavoratore viene istruito a piegare le ginocchia e mantenere la schiena dritta, non sono riuscite a prevenire o ridurre la lombalgia sul posto di lavoro. Non ci sono prove scientifiche a sostegno del loro uso. È anche comune per le persone con lombalgia iniziare ad applicare questi principi di sollevamento a semplici attività quotidiane come legarsi le scarpe o raccogliere qualcosa dal pavimento. Queste strategie non hanno avuto alcun successo per le persone con lombalgia.

In sintesi, le persone dovrebbero cercare di usare la schiena sempre di più ed aumentare la tolleranza e la forza per alcune attività come sollevare carichi in posizioni e situazioni differenti. Lo stesso vale per le attività di sollevamento o allenamento che utilizzano spalle, fianchi, ginocchia, ecc.

La posizione seduta è un’altra attività attribuita alla lombalgia. Mentre alcune persone riferiscono che il sedersi, peggiora il mal di schiena, non ci sono prove scientifiche che dimostrino che la posizione seduta causi mal di schiena.

Il corpo ama muoversi, quindi è importante non mantenere sempre la stessa posizione da seduti. Anche mantenere la classica posizione consigliata davanti al PC, seduta a schiena dritta e gambe a 90°, mantenuta per molto tempo porterà all’insorgenza di dolore. Ma proprio perchè è il mantenimento della posizione per molto tempo la causa e non la posizione in sè.

Gli zaini sono un’altra cosa attribuita alla lombalgia, in particolare nei bambini e negli adolescenti. Negli studi scientifici, dove un sacco di bambini e adolescenti sono studiati e seguiti nel tempo per vedere chi fa, e chi non fa, sviluppare la lombalgia, non sono quelli con borse pesanti che sviluppano lombalgia. Pertanto, nonostante tutte le affermazioni, non esiste attualmente alcuna letteratura scientifica che dimostri che gli zaini provochino dolore lombare.


10. L’esercizio fisico è fondamentale e non dovrebbe essere evitato

L’esercizio può essere utile per la lombalgia. La cosa più importante da ricordare è che l’esercizio NON peggiora il mal di schiena, anzi può essere molto utili nel controllo del dolore attraverso meccanismi inibitori discendenti. Il tipo di esercizio fisico migliore è quello che una persona riesce a fare con costanza, quindi quello che piace maggiormente. Non esistono esercizi magici: camminare, correre, andare in bicicletta, nuotare, yoga e pilates hanno tutti effetti simili per la lombalgia e sono ugualmente sicuri. Camminare con il cane, giocare con i bambini sono tutte ottime strategie per obbligarci a muoversi.

Anche gli esercizi ad alto impatto come la corsa sono sicuri, non bisogna aver paura di farli. Durante un episodio di lombalgia o quando si riprende a fare esercizio dopo un episodio, è normale sentirsi a disagio nell’esercizio fisico, ma questo non causa danni e le persone dovrebbero essere fiduciose nel continuare l’esercizio.

L’esercizio fisico non è una cura per la lombalgia. Per la maggior parte delle persone ha un piccolo effetto, ma questo effetto è lo stesso di quello che si otterrebbe da un trattamento più costoso che potrebbe avere anche più effetti collaterali (ad esempio forti antidolorifici, iniezioni, interventi chirurgici). Quindi non è magico, ma è correlabile ad altri tipi di trattamento. Vale anche la pena saper che l’esercizio è l’unico approccio attuale che potrebbe prevenire il ripetersi della lombalgia. D’altra parte, le strategie di prevenzione comunemente utilizzate per il mal di schiena come nuovi banchi, sedie, cuscini, materassi, solette, che possono essere molto costosi, non fanno nulla per la lombalgia, o nel prevenirla.


PER APPROFONDIRE: The Lancet – Low back pain: a call for action. 

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Niccolò Ramponi

Laureato in Fisioterapia presso l'Università di Verona, Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici presso l'Università di Genova, Personal trainer FIPE di I° Livello, Appassionato di Sport e dei suoi risvolti scientifici.

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